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L’arresto di Baris Boyun

Footage from Milan of Turkish and Italian police officers of the operation against organized crime, Italy, May 22, 2024. (AA Photos)

Baris Boyun, presunto boss della mafia turca, è stato arrestato nel Viterbese. Boyun era già stato fermato nell’agosto del 2022 a Rimini, in seguito a un mandato di cattura internazionale emesso dal governo turco. Allora, aveva rigettato le accuse di omicidio e altri crimini, sostenendo di essere un perseguitato politico di origini curde ed evitando, così, l’estradizione.

L’irruzione e il fermo

Alle 4 di questa mattina, una task force congiunta di forze dell’ordine italiane e dell’Interpol ha fatto irruzione in un appartamento di Bagnaia, dove Boyun era agli arresti domiciliari. Alle 5:30, è stato portato via dagli agenti per essere condotto a Milano. Dall’Italia avrebbe organizzato quattro attentati in Turchia e un omicidio vicino al Checkpoint Charlie a Berlino. 

L’ordinanza di custodia cautelare

La Procura di Milano ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per 18 persone di origine turca che vivono tra Italia, Svizzera, Germania e Turchia. Circostanza che smantellerebbe una rete criminale guidata proprio da Boyun, considerato uno degli uomini più ricercati da Ankara. Le accuse includono associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, banda armata con finalità terroristiche, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’inizio delle indagini

L’indagine è iniziata nell’ottobre 2023, dopo l’arresto di tre componenti dell’organizzazione che cercavano di raggiungere la Svizzera con armi e materiale di propaganda. Gli investigatori hanno scoperto che i tre stavano scortando Boyun e la sua compagna. Boyun, ai domiciliari a Crotone con braccialetto elettronico, continuava a dirigere la sua rete criminale dall’Italia. Le attività della rete andavano dall’organizzazione dell’ingresso di migranti attraverso la rotta balcanica all’ordine di omicidi. In Turchia, Boyun era coinvolto in un attentato, sventato grazie alla collaborazione tra le polizie italiana e turca. All’inchiesta ha collaborato anche la Sezione Investigativa Finanziamento Terrorismo della Guardia di finanza di Milano.

Il precedente arresto

Nuovo arresto per Boyun

Boyun era già stato arrestato a Rimini nell’agosto del 2022 con accuse di omicidio, minacce, lesioni, associazione a delinquere e violazione della legge sul possesso di armi. Aveva dichiarato di essere un perseguitato politico curdo e aveva chiesto protezione internazionale all’Italia. La richiesta di estradizione da parte della Turchia era stata rigettata dai tribunali italiani.

L’operazione congiunta

Operazione congiunta che ha visto unire le forza a Italia, Turchia e Interpol

L’operazione  che portato all’arresto Boyun è stata coordinata dalla direzione distrettuale antimafia (DDA) di Milano, si basa in gran parte su intercettazioni ambientali che avrebbero permesso agli inquirenti di sentirlo organizzare con i suoi collaboratori vari tipi di attività illegali. La collaborazione, riportata anche dalla stampa turca, ha coinvolto oltre alle forze dell’ordine italiane e turche anche l’Interpol.

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