L'uomo che immaginò l'Italia in automobile

Giovanni Agnelli. Un uomo capace di precedere il futuro
Centosessant'anni fa, il 13 agosto 1866, nasceva a Villar Perosa Giovanni Agnelli. L'automobile praticamente non esisteva ancora. L'Italia era un Paese appena nato, prevalentemente agricolo, povero, con enormi distanze economiche e sociali. Agnelli avrebbe potuto vivere tranquillamente nel mondo dal quale proveniva, quello di una famiglia piemontese di proprietari terrieri. Scelse invece di guardare altrove. Lasciò la carriera militare, si appassionò alla meccanica e nel 1899 partecipò alla fondazione della Fabbrica Italiana Automobili Torino: la Fiat. Generano sempre fascino gli uomini capaci di vedere qualcosa prima degli altri. Agnelli intuì che quell'oggetto ancora strano, costoso e riservato a pochissimi non sarebbe rimasto un giocattolo per ricchi. L'automobile avrebbe cambiato il modo di produrre, di lavorare, di viaggiare. In qualche modo, avrebbe cambiato l'Italia.
Una fabbrica, un Paese
La storia della Fiat diventerà presto molto più grande della storia di un'azienda. Il Lingotto, inaugurato negli anni Venti, e poi Mirafiori, aperto nel 1939, raccontano l'ingresso dell'Italia nella modernità industriale. Intorno alla fabbrica cambiano Torino, il lavoro, le relazioni sociali. Dopo la morte del fondatore, quella storia accompagnerà il miracolo economico, le grandi migrazioni interne, la motorizzazione di massa. Naturalmente è una storia piena anche di contraddizioni. Il rapporto fra grande industria e potere politico, gli anni del fascismo, i conflitti sociali. Raccontare Giovanni Agnelli come un eroe senza ombre sarebbe inutile e soprattutto sbagliato. Ma sarebbe altrettanto sbagliato non riconoscere la dimensione della sua intuizione.
Quello che resta
Giovanni Agnelli morì nel dicembre del 1945. Non vide dunque l'Italia delle Seicento e delle Cinquecento, delle famiglie che per la prima volta potevano partire per le vacanze in automobile, delle autostrade, del Paese che correva verso il benessere. Eppure una parte di quell'Italia era cominciata con lui. Forse è questo che colpisce, centosessant'anni dopo la sua nascita. Ci sono imprenditori che costruiscono aziende. E ce ne sono alcuni che, nel costruirle, contribuiscono a cambiare il modo in cui una società immagina il proprio futuro. Giovanni Agnelli fu certamente uno di questi. E la Fiat, nel bene e nel male, per gran parte del Novecento non è stata soltanto una fabbrica di automobili. È stata un pezzo della storia italiana.