25 aprile, Hallissey: "Noi aggrediti, fatto gravissimo"

Lorenzo Villanetti
Cronaca
28/04/2026

Matteo Hallissey, presidente di Più Europa e Radicali Italiani, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound, nel corso della trasmissione "Questa non è un'esercitazione" per commentare l'aggressione subita a Roma durante i festeggiamenti per il 25 aprile.


"Noi ci siamo recati come tutti gli anni - racconta Hallissey - all'interno del corteo con una delegazione di Più Europa e dei Radicali, con bandiere dell'Ucraina, dell'Unione europea e della Palestina, per ricordare non solo i partigiani di ieri, ma dare solidarietà a tutti coloro che oggi lottano per la propria libertà e devono resistere a un'oppressione totalitaria. Di fronte a questa nostra scelta assolutamente pacifica, ancor prima dell'inizio del corteo, si è avvicinato a noi un folto gruppo di Potere al popolo, di Cambiare rotta, particolarmente aggressivo, che ci ha strappato le bandiere dell'Ucraina, con uno di loro che ci ha spruzzato degli spray urticanti colpendo me e anche le forze dell'ordine.


Hallissey e i radicali aggrediti durante il 25 aprile


La festa dovrebbe essere aperta inclusiva e di tutti. Questi fatti sono gravissimi e non dovrebbero esserci. Ci sono stati diversi assist a questo governo da parte del cosiddetto campo largo. Il primo con questi fatti dove non si sono prese le giuste distanze da parte delle principali realtà progressiste, facendo un assist a chi diceva che questa festa fosse divisiva, e a quelli che festeggiano San Marco - come Vannacci - e non il 25 aprile. È preoccupante che le realtà progressiste non sappiano scegliere tra noi e questi quattro scappati di casa violenti che non dovrebbero avere assolutamente la cittadinanza.


Equiparare partigiani e repubblichini di Salò? Questi personaggi - come La Russa - hanno sempre portato avanti di fatto queste idee qui e talvolta, come Vannacci, lo fanno anche per attirare l'attenzione. È sicuramente un problema come lo è che non sia la festa di tutti. È un errore il messaggio che sia diventata una piazza dove scende solo la sinistra ed è un peccato che la destra non sia riuscita a fare pace con i fantasmi del passato. Questo crea una grande divisione nel nostro Paese. È un peccato come questa bandiera ucraina abbia fatto così paura. Anche a Bologna, dove il povero Tino è stato fermato. Uguale a Perugia, con la fondatrice del festival del giornalismo, Arianna Ciccone, anche lei allontanata soltanto per una bandiera ucraina. Però non possiamo solo ricordare solo ciò che è successo ieri senza ricordare ciò che accade oggi, contro i fascisti di oggi. Ho visto purtroppo bandiere dell'ucraina bruciare nel corteo, mentre bandiere russe o repubbliche autoproclamate del Donbass sfilare libere in piazza.


La posizione del centrosinistra


Nel centrosinistra si sta parlando di primarie, di leader e così via, quando poi manca un punto in comune. Noi porteremo sul tavolo non solo il tema di un'Europa più unita, ma anche il tema del sostegno all'Ucraina anche dal punto di vista militare, cosa che fa molto paura alla parte più a sinistra della coalizione. È un punto per noi fondamentale e su cui bisogna essere molto chiari. Credo sia meglio essere chiari e trovare un'agenda comune, perché altrimenti si sposta il problema in avanti, che ci ritroveremmo anche di fronte a una vittoria elettorale, con possibili contraddizioni o ambiguità".