Carabella: "Giù le mani dall'Italia. Sulla Remigrazione..."

Lorenzo Villanetti
Cronaca
27/06/2026

Simone Carabella, noto attivista social, lunedì 29 giugno, insieme a Mario Adinolfi, sarà protagonista nei pressi di Largo Argentina di "O capiamo o moriamo", l'iniziativa lanciata per "difendere la fede, la famiglia, l'Italia e il futuro dei nostri figli". Sul palco, insieme a loro, salirà anche un sacerdote che benedirà la folla. In occasione dell'evento, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound, nel corso della trasmissione "Fiato alle Polveri". Le sue parole:


Carabella sul palco insieme a Mario Adinolfi


"È un raduno che rimette al centro ciò che siamo e che siamo sempre stati. A me da ragazzino mi dicevano che tradizionalmente abbiamo radici cristiano-cattoliche. L'Islam sta avanzando a Londra, a Birmingham, Parigi, Bruxelles, ed è quello che un pochino sta iniziando ad accadere da noi. Pretendono la carne halal nelle scuole, pretendono di togliere il crocifisso, la festa del sacrificio. Pretendono pretendono, fino a che non entrano nelle istituzioni e applicano la Sharia. Non è una opinione: è quello che sta accadendo in Europa. A Birmingham ci sono quartieri che non sono più europei. Ci sono donne solo col velo, la cultura musulmana entra prepotentemente. E noi, a Roma, non glielo permettiamo. Ci sarà un sacerdote che benedirà la folla. E qui rispondo a quelli che mi hanno chiesto che la Diocesi non ci ha dato il permesso. Andassero a chiederlo, il permesso, a tutti gli Imam che dicono che Roma è già conquistata".


"Non permetto di dimenticare ciò che siamo sempre stati"


"Abbiamo perso noi l'abitudine a conquistarci ciò che vogliamo prenderci. Oggi tutto è dovuto, io penso che nulla è dovuto. Penso che sia sempre stata una lotta la vita, magari diversa negli anni, però oggi ci troviamo a vivere un paradosso, che non è un'opinione. Dare delle responsabilità non ci porta alle soluzioni. Dobbiamo rimettere al centro quello che siamo sempre stati. Se noi continuiamo con questo trend avremo dimenticato ciò che siamo stati. E io non lo permetto. Voglio lasciare ai miei figli l'Italia che i miei genitori hanno lasciato a me. Introdursi in modo così prepotente nel nostro Paese non è accettabile".


Se una persona straniera residente regolarmente in Italia lavora, paga le tasse e rispetta le regole, secondo te ha gli stessi diritti e lo stesso valore sociale di un cittadino italiano? "Uno straniero che viene in Italia perché è innamorato dell'Italia, quindi rispetta le tradizioni, è un valore aggiungo. Qual è il problema? Il problema è quando - a causa del perbenismo che sta imperando nel nostro periodo storico - stiamo permettendo di cancellare la nostra storia. A Genova ci sono quartieri dove le donne non possono entrare senza velo. E noi abbiamo il dovere di fermarle.


Quello che accade va sempre contestualizzato: nel recente passato c'è stato un imborghesimento e la possibilità di lasciare lavori, che prima facevamo noi, ad altri. Oggi invece è tornata la possibilità di tornare a farli noi. E visto che c'è l'ingresso incondizionato, per quegli stessi lavori oggi c'è un mercato non più concorrenziale. Quando sento dire che ci so persone che raccolgono pomodori e prendono 5 euro l'ora, vorrei dire che ci sono vigilanti italiani che ne prendono quattro".


Remigrazione


"Non faccio politica elettorale proprio perché posso dire da cittadino libero ciò che voglio. Se non ripartiamo dalle regole non possiamo andare da nessuna parte. Favorevole alla Remigrazione? Perché vedete un'altra soluzione? Persone che vivono per strada, che spacciano, si drogano… gli irregolari che vivono i nostri parchi non li conosciamo. Io non sono per il 'via allo straniero dalla settima generazione'. Penso che dobbiamo ristabilire un equilibrio che è saltato. E parlo di chi da questa situazione ne trae beneficio, non di certo dall'immigrato sul marciapiede".


Sulla Remigrazione, parola ormai sdoganata e di tendenza, si fa confusione tra le espulsioni - che già avvengono e sono previste - e la definizione di cittadino italiano in base al sangue. Che ne pensi? "Credo che sia cittadino italiano chi ha il dna con la bandiera italiana o chi decide di sposare l'Italia. Chi decide di sposare la nostra cultura e rispettarla è il benvenuto. Il problema si pone quando quelle stesse persone non parlano italiano dopo quindici anni che sono qui, e vogliono imporci la loro cultura. Noi dobbiamo far capire che non stiamo giocando. Giù le mani dall'Italia".


La polemica con Ramazzotti


"Ramazzotti? L'ho perdonato ma nemmeno troppo. Io di offese come quelle ne ricevo un miliardo al giorno. Io con le sue canzoni mi sono innamorato, le cantavo a mia madre... Per me la musica è quasi sacra, un po' come lo sport, che dovrebbe stare sopra la politica. E il fatto che sia stato uno come Ramazzotti che per me stava al livello di Renato Zero e Baglioni l'ha reso umano. E mi ha dato tanto fastidio. Lui rappresenta milioni di persone in tutto il mondo. Non doveva permettersi. Ha esagerato. Quindi lo perdono ma nemmeno troppo".


Lorenzo Villanetti