Chemsex, il lato oscuro dei festini privati

Il fenomeno del chemsex, ovvero la pratica di avere rapporti sessuali sotto l'effetto di sostanze psicoattive, è sempre più al centro dell'attenzione. Un mondo ancora poco conosciuto, che unisce sesso, droga e dipendenza, raccontato nell'inchiesta realizzata da Elisabetta Rosso e Beatrice Barra per Scanner Live di Fanpage. Ai microfoni di Radio Roma Sound, le due giornaliste hanno spiegato come funziona questo fenomeno, quali sono i rischi per chi ne entra a far parte e perché, ancora oggi, manca una reale consapevolezza sia a livello sanitario sia sociale.
Cos'è il chemsex e quali sono i rischi
"La parola chemsex è esplicita, significa letteralmente 'sesso chimico'. Si tratta di avere rapporti intimi sotto l'effetto di sostanze che alterano la percezione della realtà. In un primo momento rendono il rapporto più piacevole e duraturo, ma il problema è che trascinano le persone in un mondo di estrema dipendenza e paranoia.
Gli effetti collaterali sono difficilmente gestibili: finiscono per annullare tutti gli altri bisogni, portando le persone in un loop di dipendenza. A un certo punto non diventa più 'mi drogo per avere rapporti sessuali', ma 'mi drogo perché voglio continuare a drogarmi'. Ci sono persone arrivate perfino a prostituirsi pur di acquistare queste sostanze."
Quando cambia il rapporto con la sessualità
"Una delle cose emerse dalle testimonianze è che cambia completamente il modo di vivere la propria sfera intima. Abbiamo raccolto la storia di una ragazza che, dopo essere entrata in questo giro, ci ha confessato di non riuscire più ad avere rapporti senza assumere la sostanza."
I locali e il tema del consenso
"I locali sono accessibili a chiunque e non vengono richiesti documenti. Ci sono persone che organizzano questi festini e che poi si spostano in motel o stanze private. Noi siamo entrate in questi locali: gli effetti delle sostanze possono durare anche fino a 48 ore e questi luoghi diventano il contesto perfetto.
Qui non si parla dei semplici sex party che vengono organizzati e che, spesso, si svolgono in sicurezza. Non siamo qui per giudicare. Il problema nasce quando entrano in gioco determinate droghe e si apre inevitabilmente il tema del consenso."
Un fenomeno ancora poco conosciuto
"Un dato certo riguarda i controlli è che molte overdose legate al chemsex vengono classificate come semplici overdose e questo significa che non esiste ancora una reale conoscenza del fenomeno. Anche nei pronto soccorso spesso non sono disponibili test specifici per verificare la presenza di queste sostanze nel sangue.
Sicuramente le forze dell'ordine conoscono il fenomeno, soprattutto nelle grandi città, ma su questo non abbiamo dati precisi. Nei locali in cui siamo state, però, non abbiamo riscontrato controlli. È un tema di cui si sta iniziando a parlare soltanto adesso."
Consapevolezza e strumenti per uscire dalla dipendenza
"Noi vogliamo mettere in luce un aspetto fondamentale: essendo un fenomeno poco conosciuto, molte persone non sanno realmente a cosa vanno incontro. Si può essere attratti da promesse che sembrano allettanti e ritrovarsi, invece, davanti a una dipendenza o addirittura a un'overdose. Intorno a tutto questo manca una rete di supporto e manca la conoscenza necessaria.
Quello che vogliamo è lavorare su due fronti: il primo è la consapevolezza, perché chiunque decida di entrare in questo mondo deve farlo sapendo a cosa va incontro; il secondo è garantire a chi vuole uscirne tutti gli strumenti necessari per farlo."