Il furto di Fentanyl a Roma rimane un mistero

Sono ancora in corso le indagini sul furto di 80 fiale di Fentanyl avvenuto all'interno dell'ospedale Israelitico di Roma. Il potente oppioide, utilizzato in ambito sanitario come anestetico e antidolorifico, è scomparso dalla cassaforte che custodiva i farmaci. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto, senza escludere alcuna ipotesi: dal furto su commissione fino al coinvolgimento di una persona interna alla struttura. Al momento restano molti interrogativi, a partire dal numero esatto delle fiale sottratte e dal periodo in cui sarebbe avvenuto il furto.
Per fare chiarezza sulla vicenda, Radio Roma Sound ha contattato la direzione dell'ospedale Israelitico, che ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni, spiegando che gli accertamenti sono ancora in corso. Nella risposta inviata alla nostra redazione, la struttura scrive:
"Al momento, l'Ospedale ritiene opportuno non rilasciare ulteriori dichiarazioni, anche nel rispetto degli accertamenti tuttora in corso. Tutte le informazioni ufficiali sono già state comunicate attraverso la nota stampa diffusa nei giorni scorsi. Qualora vi fossero sviluppi rilevanti o ulteriori comunicazioni istituzionali, sarà nostra cura informare tempestivamente gli organi di stampa. Grazie per la comprensione e per l'attenzione."
Per approfondire gli sviluppi dell'inchiesta è intervenuta ai nostri microfoni Luisa Urbani, giornalista de Il Messaggero, che ha ricostruito lo stato delle indagini e gli elementi emersi finora.
L'ipotesi del furto su commissione
"Purtroppo, quando parliamo di Fentanyl parliamo di uno degli oppioidi più potenti, utilizzato sia in ambito medico sia per uso illecito.
L'ipotesi di un furto su commissione viene presa in considerazione fin dal primo giorno. Le indagini sono tuttora in corso, il fascicolo è stato aperto da poco e l'ospedale sta già ascoltando tutte le persone coinvolte."
Gestione dei farmaci e ricostruzione difficile
"C'è una sola telecamera che punta sul corridoio dove si trova la cassaforte contenente questi medicinali. Parliamo di una gestione davvero approssimativa, perché i registri esistevano ma venivano aggiornati raramente, inoltre la chiave era a disposizione di tutti. È davvero complicato ricostruire quanto accaduto.
Non è chiaro nemmeno se si tratti di uno o di due furti, perché inizialmente le fiale mancanti erano 60 e poi si è arrivati a 80. Non si esclude neppure un errore nel conteggio, proprio per come venivano gestiti i registri. Non c'è nemmeno la certezza sulla data del furto, perché parliamo di un lasso di tempo davvero molto lungo."
Nessun segno di effrazione
"Un conto è avere un registro costantemente aggiornato, un conto è gestire tutto in maniera così superficiale. L'ospedale si è costituito parte lesa e sta collaborando alle indagini per capire se si tratti di un dipendente della struttura o di qualcuno addetto alla sicurezza.
Sicuramente chi ha commesso il furto aveva accesso alla cassaforte, perché non è stata forzata e non sono stati trovati segni di effrazione."