Locali chiusi a Roma, controlli a tappeto nelle discoteche

Dopo l’ennesima chiusura di un locale nella Capitale, il The Sanctuary, torna al centro il tema dei controlli e della sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Ne abbiamo parlato con Carlo Zaffina, consigliere delegato antincendio e sicurezza dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia.
Come spiegato dall’architetto, negli ultimi mesi i controlli sono aumentati anche a seguito di episodi recenti:
“Dopo l’episodio di Crans-Montana i controlli sono aumentati, anche grazie a una circolare uscita a gennaio che prevede verifiche più stringenti nei ristoranti e nei locali. Una circolare che, al contrario di quanto si pensa, ha uno spirito diverso: aiutare i professionisti a identificare le criticità.”
“Ci troviamo spesso su una linea sottile tra locali che nascono come ristoranti e quelli che, nei fatti, diventano discoteche. Se un’attività di karaoke si trasforma in qualcosa di più strutturato, il locale deve adeguarsi: cambia la destinazione d’uso e quindi anche i requisiti di sicurezza e la capienza. Se questo non avviene, il locale non è adatto a contenere quel tipo di attività.”
Un punto centrale, come evidenziato da Zaffina, è quello delle responsabilità:
“Spesso tendiamo a individuare nel controllore chi non ha fatto il suo lavoro. Io invece guarderei alle responsabilità di chi gestisce il locale, che sono enormi: deve verificare tutto in modo puntuale rispetto alle norme di sicurezza. Alla base di qualsiasi valutazione bisogna ricordare che il rischio zero non esiste.”
“Il controllo avviene su pratiche autorizzate e su una determinata destinazione d’uso dei locali. In realtà dovrebbe essere la fase finale di un percorso che è nelle mani di chi conduce l’attività. Ben venga tutto ciò che riusciamo a intercettare prima che si verifichi un evento critico, come accaduto a Crans-Montana.”
“Tutto parte da un’analisi approfondita dei rischi da parte di tecnici abilitati dal Ministero dell’Interno. Quando parliamo di rischi, parliamo di capienza, prevenzione incendi e vie di fuga.”
Come ribadito durante l’intervista, il tema è anche culturale:
“Questo rientra nella cultura della sicurezza, noi come Ordine ci battiamo da sempre. Il senso di responsabilità e la percezione del rischio sono aspetti che stanno venendo meno.”
“Ospitiamo spesso le scuole nella nostra sede, oppure siamo noi ad andare negli istituti per trasmettere questi concetti. I ragazzi di oggi saranno i gestori dei locali di domani.”