Mario Roggero condannato, la Lega chiede la grazia

La condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 sparò ai rapinatori in fuga dopo una rapina nel suo negozio, continua ad alimentare il dibattito politico. Dopo la sentenza, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato l'intenzione di chiedere al Presidente della Repubblica la concessione della grazia. Ai microfoni di Radio Roma Sound è intervenuta Giovanna Miele, deputata della Lega, che ha commentato la vicenda soffermandosi sul tema della legittima difesa, sul rapporto tra politica e giustizia e sulle prospettive del centrodestra.
La richiesta di grazia e il tema della legittima difesa
«È un'idea che parte dal ministro Matteo Salvini quella di chiedere al Presidente della Repubblica la facoltà di concedere la grazia nei confronti di questa sentenza, che certamente va rispettata ma che apre una riflessione sul ruolo dello Stato nei confronti della difesa delle vittime e sul valore che dobbiamo dare a chi subisce un reato e alle reazioni che ne conseguono.
Il dibattito politico non entra nel merito della sentenza decisa dai giudici, che applicano le leggi esistenti e che devono comunque tutelare il valore della vita e la proporzionalità della pena. Noi, come Lega, abbiamo una linea molto chiara sulle condanne nei confronti di chi reagisce a un'aggressione: per noi questo è un principio ben saldo.
È altrettanto chiaro, però, che le norme oggi esistenti mettono al centro il valore della vita, che deve sempre essere salvaguardato. Per questo dobbiamo lavorare affinché ci sia una normativa che ampli le tutele per chi è costretto a difendersi.
Esistono due pesi e due misure: i ladri stavano scappando, è vero, ma dall'altra parte ci troviamo di fronte a una persona che ha subito un atto criminale sul proprio posto di lavoro, in un momento in cui avrebbe dovuto vivere serenamente la propria quotidianità. Noi, come Stato, dobbiamo interrogarci sulla difesa della vita dei cittadini, di chi vive rispettando le regole e senza arrecare danno agli altri.»
Vannacci e la proposta di candidare Roggero
«Io odio strumentalizzare fatti che riguardano vite personali, emozioni e momenti di assoluta gravità. La politica deve dialogare, analizzare i fatti e portare soluzioni che migliorino il sistema e che tutelino sempre la comunità.
Dire che candidiamo una persona soltanto perché ha subito un'ingiustizia significa svilire il ruolo della politica, perché fare politica vuol dire saper analizzare i problemi. L'esperienza ci porta sempre a migliorare, quindi chissà, magari vedremo candidature sempre più fantasiose e improvvisate, perché probabilmente fanno più audience.»
«Siamo fortunati perché Vannacci ha le idee della Lega. Lui nasce con la Lega e non c'è bisogno di ragionarci troppo: semplicemente ricalca le idee del nostro partito. Se dobbiamo soffermarci sul farci la guerra perché dobbiamo salire sullo stesso palco, allora io mi tiro indietro e lascio spazio ad altri. Vannacci lo considero un alleato del centrodestra perché è una costola della Lega. Noi crediamo in quel tipo di politica; le sfumature possono anche essere diverse e ne prendiamo atto, anche per migliorare il confronto.»
Basta differenza tra partiti di destra e di sinistra
«Io sono un politico "atipico". Trovo che parlare ancora di destra e sinistra sia ormai
obsoleto. La destra oggi rappresenta il governo, ma credo che dovremmo concentrarci soprattutto sui problemi concreti della nostra comunità.
Non possiamo non tutelare il valore della vita e quello dei cittadini. Dobbiamo aprire un dibattito serio su come migliorare le norme, mettendo in campo tutte le proposte utili.
Non lasciamoci spaventare, perché rischiamo di perdere di vista ciò che conta davvero e di trasformare in fenomeno qualcosa che potrebbe anche non esserlo. Valutiamo ciò che riteniamo migliore e lasciamo fare i fenomeni a chi se la sente.
Non c'è il pericolo che qualcuno possa usurpare diritti o colonizzare un Paese, perché noi abbiamo ben chiaro cosa vogliamo. Vogliamo salvaguardare i nostri valori, tutelare l'istruzione, perché è lì che si formano le coscienze, difendere le famiglie e i luoghi di lavoro. Abbiamo perso parte di tutto questo e ciò ci rende vulnerabili. Dobbiamo semplicemente difendere quello che siamo.»