Scuola, Maria Cinque: "Serve inclusione, non divisione"

Romina Caprera
Cronaca
24/06/2026

Scuola "dura e selettiva", classi divise in base al merito e maggiore competizione tra studenti. Sono alcune delle proposte avanzate dal generale Roberto Vannacci che hanno riacceso il dibattito sul modello scolastico italiano. Ai microfoni di Radio Roma Sound è intervenuta Maria Cinque, professoressa ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale all'Università Lumsa, che ha analizzato il tema alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e delle ricerche internazionali in ambito educativo.

"Gli studi scientifici vanno nella direzione opposta"

"Le evidenze scientifiche dimostrano il contrario. Ci sono studi in ambito psicologico che vanno verso una scuola inclusiva e siamo assolutamente in controtendenza rispetto a ciò che emerge dalla ricerca. Bisogna spostare l'attenzione verso un modello che permetta agli studenti di sviluppare le proprie potenzialità ma anche il senso di responsabilità. Perché questo servirà ad affrontare le sfide della vita, che non è soltanto 'dura e selettiva'.

Le regole devono essere condivise e gli studenti devono avere una partecipazione attiva, devono essere ascoltati. Le ricerche internazionali lo confermano."

Il rapporto tra scuola e vita reale

"Delle volte è proprio la separazione netta tra vita e scuola a creare questa problematica. Pensiamo che ciò che apprendiamo a scuola siano saperi astratti e che poi, nella vita vera o nel mondo del lavoro, risultino poco applicabili. In realtà non è così.

La scuola dovrebbe attingere a ciò che avviene all'esterno, perché è in questo modo che può funzionare bene e preparare davvero gli studenti alle sfide future."

"La diversità in classe è una ricchezza"

"La diversità all'interno delle classi funziona, perché altrimenti si evidenzierebbero ancora di più le differenze sociali. Noi dobbiamo offrire un'educazione di qualità a tutti. Questo rappresenta un guadagno, un investimento che ritorna sotto forma di capitale umano per l'intera società."

In ognuno di noi, in alcuni momenti della vita, può emergere una condizione di fragilità. Avere una scuola che sia una comunità di apprendimento, nella quale ci si aiuta piuttosto che competere continuamente, è veramente la soluzione che genera il bene comune.

Una scuola che include è una scuola di qualità."