Sorelle scomparse, avanza l'ipotesi della fuga organizzata

Romina Caprera
Cronaca
17/06/2026

Proseguono senza sosta le ricerche per Alisya e Sarah, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una casa famiglia in Abruzzo. A dieci giorni dall'allontanamento, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno, gli investigatori continuano a cercare le due minorenni senza escludere alcuna pista. Ai microfoni di Radio Roma Sound, il giornalista Andrea D'Aurelio ha ricostruito gli elementi emersi finora, tra l'ipotesi di una fuga organizzata, il ruolo della comunità educativa e le indagini aperte per accertare eventuali responsabilità nella vigilanza delle ragazze. 


“Sono ormai dieci giorni che queste due sorelle di 12 e 16 anni si sono allontanate da una comunità educativa tra le 2 e le 5 del mattino, nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Oggi siamo al decimo giorno e delle ragazze si sono perse le tracce. L'ipotesi è quella di una fuga organizzata, forse con l'aiuto di un egiziano diciottenne residente nella zona, che potrebbe rappresentare il punto di contatto con il nucleo familiare della madre delle due. Sembrerebbe inoltre che questa mattina gli inquirenti abbiano intercettato due numeri di telefono: uno appartenente a uno straniero e uno riconducibile alla donna. Va ricordata anche la data chiave del 28 maggio, quando il tribunale aveva assegnato la potestà esclusivamente al padre”.


“C'è poi il ruolo della comunità educativa. È vero che non si tratta di un istituto di pena, ma ospita minori con storie difficili alle spalle che devono essere accompagnati in percorsi educativi. Le due ragazze si recavano a scuola da sole e questo avrebbe potuto consentire eventuali contatti dall'esterno senza la necessità di avvicinarsi direttamente alla struttura. Sembrerebbe inoltre che in passato si siano già verificati altri allontanamenti all'interno della stessa casa famiglia.

Nel frattempo è stato aperto un fascicolo per abbandono di minori, con l'obiettivo di verificare eventuali profili di negligenza nella sorveglianza. Si parla infatti di una struttura priva di sistemi di allarme, senza sorveglianza dedicata e con una finestra rotta”.


“È difficile pensare a un allontanamento completamente volontario da parte di due minorenni che escono in piena notte portando con sé trucchi e oggetti personali. Qualche regia da parte di un adulto potrebbe esserci stata. Nella camera delle ragazze sarebbero stati inoltre trovati alcuni biglietti in codice, che probabilmente utilizzavano per mettersi in contatto con un familiare”.