Giubilei: "Ipotesi elezioni ad aprile. Ecco perché..."

Francesco Giubilei, direttore di Fondazione Alleanza Nazionale, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound nel corso de "Gli Inascoltabili". Oggetto del suo intervento, la riforma della legge elettorale, che tiene banco in queste ore. Le sue parole:
“L’altro ieri è andato in scena per niente edificante al parlamento. Abbiamo visto dei franchi tiratori all’interno del centro destra che hanno votato contro il loro stesso governo e hanno impedito l’approvazione di una misura che introduceva delle preferenze che sono uno strumento di maggiore democrazia che avrebbe permesso agli elettori di scegliere i parlamentari.
Riforma della legge elettorale
Se un alieno avesse visto le immagini delle esultanze, avrebbe pensato che è stato approvato un grande taglio delle tasse, oppure che è stata sconfitta la povertà. E invece no, esultavano perché si è impedito di scegliere i propri elettori ai cittadini. Il tema è che nel momento in cui si vota contro le preferenze è chiaro che viene meno quello strumento che avrebbe potuto avvicinare le persone al voto. La legge elettorale la si fa per garantire maggiore stabilità, ma non credo che una riforma attragga poi gli elettori. L’immagine che è stata data è quella di una politica che si autotutela, che vota per i propri privilegi, e ciò non può che portare ad un allontanamento.
Questo è un voto che ha un significato politico, dire che la bocciatura delle preferenze non ha un significato politico sarebbe sbagliato. Dico però anche che non è un caso sufficiente per far cadere il governo come dicono le opposizioni. Quando si è andati alle elezioni anticipate negli anni passate c’era una crisi politica, qua non c’è, c’è un emendamento che è stato bocciato su un tema importante ma non tale da chiamare le elezioni anticipate. Ci sono varie anime nei partiti della maggioranza ed è fisiologico che sia così. In passato si parlava di correnti. È normale che in un partito come Fratelli d'Italia, un partito da quasi il 30%, ci siano anime diverse. L’importante è che queste diverse anime poi facciano sintesi.
Ipotesi elezioni ad aprile
Il presidente della Repubblica potrebbe dare indicazioni di un'election day e quindi un unico giorno per votare a maggio. Un'election day non conviene al centrodestra perché nelle grandi città la sinistra è più avvantaggiata e quindi è probabile che si preferisca cercare di dividere il voto tra politiche e amministrative. Inizio aprile potrebbe essere un’ipotesi per le politiche. C’è anche un altro tema da tenere in considerazione ovvero arrivare a fine legislatura e quindi votare in autunno 2027. È brutto da dire ma fino a che Meloni non otterrà il record di governo più longevo, fino a che i parlamentari non otterranno la maturazione di 4 anni e 6 mesi di legislatura per la pensione, si apre lo scenario che potrebbe portare al voto”.