Premio Fabrizio De André, la prima serata a Villa Bonelli

Silvio Napolitano
Spettacolo
19/09/2026

A Villa Bonelli, nel cuore del Portuense, si è conclusa la prima delle due serate del Premio Fabrizio De André, eccezionalmente ospitato nella piccola ma accogliente area verde di Villa Bonelli. Una location suggestiva anche per il suo legame con la storia recente del nostro Paese: siamo infatti in via Montalcini, la strada tristemente nota per essere quella in cui, al civico 8, venne tenuto prigioniero Aldo Moro durante i giorni del sequestro.


Una serata dedicata soprattutto ai giovani artisti emergenti, arrivati da diverse parti d'Italia per contendersi la Targa De André, esibendosi rigorosamente dal vivo davanti a un pubblico numeroso, raccolto in un'atmosfera più intima rispetto alla tradizionale location di piazza Fabrizio De André, alla Magliana, temporaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione. La kermesse ha dato spazio a nuove voci e nuove storie della musica italiana, mantenendo però ben saldo il filo conduttore rappresentato dalla poetica e dall'eredità artistica di Fabrizio De André.


Tra le esibizioni della serata anche quella di Andrea Rivera, noto cantautore e artista romano, ma il momento di maggiore rilievo è arrivato con la presenza di Paolo Rossi, figura storica e importante della scena artistica italiana, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani della madrina della manifestazione, Dori Ghezzi. A chiudere la prima serata è stato Setak, giovane artista abruzzese, vincitore del premio dedicato agli interpreti che si confrontano con le canzoni di De André.


Oggi, sabato 19 settembre, il Premio vivrà il suo gran finale, con l'assegnazione degli altri riconoscimenti e soprattutto con la presenza di Renato Zero, destinata a rendere la serata particolarmente intensa per tutti gli appassionati della musica di Fabrizio De André. Due artisti apparentemente lontani per storia, stile e percorso, ma che possono incontrarsi proprio attraverso quella sensibilità verso gli ultimi, gli emarginati, gli invisibili e tutti coloro che spesso rimangono ai margini della società.


Ed è forse proprio questa attenzione agli ultimi, alla fragilità e alla diversità a rappresentare il filo invisibile capace di unire, questa sera, Fabrizio De André e Renato Zero. Un appuntamento che promette dunque di essere non soltanto una celebrazione della musica di De André, ma anche un incontro tra generazioni diverse di artisti e pubblico, nel segno di quella libertà poetica che Fabrizio ha saputo trasformare in musica.


Silvio Napolitano