Renato Zero chiude la 25ª edizione del Premio De André

Si è chiusa ieri sera la 25ª edizione del Premio Fabrizio De André, con una seconda serata che ha fatto registrare una platea decisamente più numerosa rispetto alla prima. E in attesa dell'ospite più atteso, il nome di Renato Zero è stato ripetuto per tutta la serata, fino al momento della sua apparizione sul palco. Ad aggiudicarsi il concorso dedicato alle voci emergenti è stato meritatamente Gianaldo Sangalli, artista genovese, presentatosi con una band di altissimo profilo e con il brano "Piove, Governo Ladro". È proprio la sua esibizione ad aprire la serata e, al termine del concorso, a conquistare la 25ª edizione del Premio Fabrizio De André.
La manifestazione è poi proseguita con le esibizioni degli altri concorrenti, fino alla proclamazione degli altri vincitori. Il Premio per la Poesia è andato a Roberta De Falco con l'opera "Trenta gradi", mentre il Premio per la Pittura è stato assegnato a Roberto Cafarotti per "Human Egg". A consegnare i riconoscimenti la madrina e padrona di casa Dori Ghezzi, figura da sempre profondamente legata alla memoria e all'eredità artistica di Fabrizio De André. A fare da apripista al momento più atteso della serata è stata l'esibizione di Mauro Ermanno Giovanardi, cantautore e figura importante della musica italiana d'autore. Poi, finalmente, è arrivato Renato Zero. Ad introdurre il suo ingresso un video d'epoca nel quale un giovane Renato Zero interpretava Marinella, brano di Fabrizio De André. Un filmato che ha immediatamente acceso l'entusiasmo del pubblico, esploso definitivamente quando Zero è apparso sul palco.
Più che un'esibizione, quella di Renato Zero è stata una lunga e piacevole conversazione con Dori Ghezzi, un viaggio nei ricordi dei suoi primi anni di carriera e negli incontri con alcuni dei protagonisti che hanno contribuito a scrivere la storia della musica e della cultura italiana. Tra gli episodi raccontati anche le cene decisamente poco convenzionali a casa di Fernanda Pivano, insieme ad artisti e intellettuali destinati a lasciare un segno profondo nella cultura italiana. Renato Zero non ha cantato, ma non ne ha avuto bisogno. Ha conquistato il pubblico con i suoi racconti, gli aneddoti e alcune irresistibili barzellette, regalando risate e applausi fino alla chiusura della serata. Un finale che ha sancito il successo di una manifestazione capace di richiamare un pubblico numeroso e appassionato. Il Premio Fabrizio De André tornerà il prossimo anno nella sua sede originaria, Piazza De André alla Magliana.
Questa edizione, però, ha lasciato agli organizzatori anche una piacevole scoperta: Villa Bonelli, piccola e suggestiva realtà del quartiere Portuense, ha dimostrato di poter ospitare eventi di grande richiamo e di avere ancora molto da raccontare. Una parentesi che, chissà, potrebbe trasformarsi in nuove occasioni e in altri appuntamenti futuri.
Silvio Napolitano