Ultimo a Tor Vergata, il bilancio dell'evento record

Il concerto di Ultimo a Tor Vergata ha segnato un primato senza precedenti: 250mila spettatori riuniti in un'unica serata per quello che è diventato il più grande evento musicale a pagamento mai organizzato in Italia. Un banco di prova per la macchina organizzativa della Capitale, che ha coinvolto istituzioni, Università, Comune, Regione e Municipio. Ai microfoni di Radio Roma Sound, il presidente del VI Municipio Nicola Franco ha tracciato un bilancio dell'evento, soffermandosi sull'organizzazione, sulle criticità emerse e sulle prospettive future dell'area di Tor Vergata.
Le istituzioni unite per la riuscita del concerto
“E’ stato un evento storico perché ha battuto ogni record con 250mila biglietti venduti. Era una sfida importante. Molto ha fatto anche l'Università di Tor Vergata perché grazie al suo assenso si è potuta realizzare l'opera, insieme al Comune di Roma e al Municipio, perché anche noi facciamo parte della cabina di regia da un anno. Siamo stati determinanti per la gestione delle aree parcheggio e della mobilità. Chi doveva raccontarlo si è dimenticato di dire che il VI Municipio ha fatto parte dell’organizzazione ma non lo dico per me: lo dico per i tanti dipendenti che hanno lavorato alla riuscita dell'evento. Si è lavorato per il bene della città.
Abbiamo dimostrato che il Municipio ha qualità incredibili. Anche la Regione ha messo in campo il piano trasporti. C'è stata un'unione totale e abbiamo dimostrato che, quando si lavora tutti insieme, tutto è realizzabile."
Le criticità alla fine dell’evento
"La metro non si è rotta. Due imbecilli si sono introdotti sui binari e, 'grazie' a loro, si è bloccato tutto. È questo il motivo dell'interruzione della Metro C, che, tra l'altro, è rimasta aperta tutta la notte proprio in occasione del concerto.
Che ci siano state cose non perfette era prevedibile: 250mila persone che lasciano contemporaneamente l'area un secondo dopo la fine del concerto rendono inevitabile qualche criticità. Abbiamo un Comitato per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Giannini e dal questore Massucci, che per l'ennesima volta hanno dimostrato di essere impeccabili, e non era affatto scontato.
Poi ci stiamo dimenticando di tutti quei genitori che aspettavano i figli. Era impossibile gestire un numero di persone di queste dimensioni senza qualche rallentamento, quindi era prevedibile."
L'eredità dell'evento: investire nei collegamenti
"Questi eventi servono proprio per aggiustare il tiro e fare sempre meno errori possibili. Il Giubileo è stato una prova, il concerto di Ultimo un'altra. C'è ancora tanto da fare, ma da qui a dire che c'è stato un problema perché qualcuno ha aspettato un'ora la metro ce ne passa. Si parla male del nostro Municipio per 365 giorni l'anno: se per un giorno se ne parla bene, credo ci possa stare.
Se vogliamo alzare ancora di più l'asticella, anche in vista del Giubileo straordinario del 2033, dobbiamo potenziare il trasporto su ferro. La Metro G va bene, ma dobbiamo parlare del collegamento tra Metro C e Metro A.
Esiste già un progetto esecutivo e ci sono anche le predisposizioni tecniche, ma non è mai stato considerato appetibile. Dopo eventi come questo non possiamo più dire che non serve. Anche l'area della Vela ospiterà manifestazioni e fiere che svilupperanno il turismo: quel collegamento è ormai indispensabile, altrimenti sarà difficile migliorare ulteriormente la gestione dei grandi eventi.
La metro di superficie, secondo le previsioni, sarà pronta nel 2029 e sicuramente aiuterà il trasporto, ma è su questo collegamento che dobbiamo puntare."
"Spero arrivino anche i grandi artisti internazionali"
"Io penso e spero di vedere a Tor Vergata anche cantanti internazionali. Me lo auguro. E spero che arrivi anche qualche gruppo internazionale che oggi la mia famiglia mi costringe ad andare a vedere all'estero (gli Oasis, ndr). Ovviamente non vedo l'ora di vedere sul palco di Tor Vergata anche tanti artisti romani e italiani."