Voce alla periferia: Drestyl e Lahenn firmano Nottetèmpo

Emanuele Saponara
Spettacolo
04/09/2026

Roma è sempre più piena di realtà musicali che emergono e di artisti che si spalleggiano a vicenda per ritagliarsi un posto nella scena. Sono tanti i progetti che vedono la luce grazie a un'unione di intenti e a una grande determinazione, ma c'è un elemento che più di tutti continua a fare la differenza: la periferia. Lontana dalle logiche patinate del centro e dalle scorciatoie del mainstream, la cintura urbana romana si conferma ancora oggi un serbatoio culturale inesauribile, un luogo dove la musica non nasce per compiacere un algoritmo, ma per necessità.

Il rap capitolino sta vivendo una fase di straordinaria vitalità proprio perché ha ricominciato a farsi come si deve: sporcandosi le mani, faticando in studio a porte chiuse, riscoprendo quell'attitudine underground autentica e viscerale fatta alla vecchia maniera.

È una questione di radici, di asfalto e di quartiere, elementi che noi di Radio Roma Sound conosciamo da vicino: dai nostri studi di Via Valentino Banal, nel cuore di Villa De Sanctis a due passi da Centocelle, basta percorrere poche centinaia di metri per trovarsi a Casilino 23, terra d'origine di un progetto che incarna alla perfezione questo spirito.

Stiamo parlando di "Nottetèmpo", il nuovo EP collaborativo di Drestyl e Lahenn (nomi d'arte di Francesco Lucà e Marco Romanelli).

Due giovani leve che affondano le radici nello stesso blocco, condividono la stessa matrice del collettivo C23 e hanno concepito, scritto e autoprodotto questo lavoro interamente tra le mura del loro quartiere.


Nottetèmpo - Track by Track


1. Come l'aria

L'apertura perfetta per settare il tono dell'intero progetto: due minuti e venti senza tempi morti, costruiti con una dinamica a salire che colpisce al primo ascolto. Drestyl apre le danze esplorando un registro vocale inedito, rallentando la metrica su linee più intime e melodiche per creare la giusta tensione. È l'innesco ideale per il ritornello di Lahenn, che entra a gamba tesa con una delivery potente e un hook melodico istantaneo, destinato a piantarsi in testa. Una traccia d'impatto che unisce rap crudo e aperture melodiche, pensata per scrollare via ogni distrazione e trascinare subito dentro il disco.


2. Fiato Corto (feat. Syama & Sko)

Con i suoi quattro interpreti, è l'episodio più lungo e strutturato dell'EP, costruito sulla logica impeccabile della posse track. La rotazione al microfono è calibrata al millimetro: apre Syama, passano al centro i padroni di casa Lahenn e Drestyl, e chiude Sko. Tra gli artisti scatta quella sana competizione lirica e metrica tipica del miglior rap underground, dove la presenza di altri nomi spinge ciascuno ad alzare l'asticella della delivery e degli incastri. Il titolo si riflette pienamente nell'interpretazione vocale, specialmente nei passaggi più tesi e viscerali, dove la voce viene spinta volutamente al limite della rottura e del fiato. Un brano complesso e denso che non perde mai ritmo, dimostrando una forte coesione collettiva.


3. Rode NT1A

Posta esattamente al centro dell'EP, la traccia più corta del progetto racchiude in appena un minuto e cinquanta tutta l'essenza dell'autoproduzione. La struttura è minimale e dritta al punto: due strofe serrate separate da un unico incisivo ritornello. Apre Drestyl ancorando subito l'immaginario al quartiere con versi crudi come "case rosa a Balzani, zombie che fanno da guardia", portando l'ascoltatore direttamente all'interno del box di Casilino 23 dove i pezzi prendono vita. Nella seconda metà Lahenn raccoglie il testimone con barre viscerali "siamo dentro a un buco...qui non passa più un raggio di sole", spingendo forte sul suo timbro graffiato e alzando la tensione emotiva. Un brano asciutto e identitario che certifica la versatilità dei due: nessun ruolo fisso, ma una perfetta capacità di scambiarsi registri e pesi interpretativi.


4. Lucidi (come stai)

Scelto come singolo apripista per anticipare il disco, il quarto brano cambia le regole d'ingaggio partendo subito con una struttura hook-first: è il ritornello di Drestyl ad aprire direttamente la traccia, con una top-line melodica pulita ed estremamente orecchiabile che resta impressa al primo ascolto. Dietro questa apparente immediatezza si nasconde però una scrittura densa e stratificata: le strofe si alternano con fluidità e scavano nell'intimità del collettivo, tra amicizie vere, incertezze sul futuro e riferimenti diretti alla propria cerchia ("con Francesco ne so zero di dove stiamo andando", citando lo stesso Drestyl, e la menzione a Serio). A chiudere il cerchio, uno skit vocale con una voce femminile che riporta bruscamente con i piedi per terra sul contrasto tra le pressioni della vita quotidiana e l'urgenza irrinunciabile di inseguire la musica.


5. Notte Bianca

La chiusura ideale per tirare le fila del disco e ribadire il concept di Nottetempo. Il brano vive di una perfetta alternanza di dinamiche: Lahenn apre con un vero e proprio esercizio di stile, mettendo in mostra una padronanza metrica serrata e una fame che colpisce dritto al punto; a riequilibrare la traccia interviene poi Drestyl, che con le sue linee melodiche e un registro più disteso seda la tensione e guida il brano verso la risoluzione finale. Il testo sublima la notte trasformandola nella dimensione del sacrificio e della determinazione: mentre la città riposa, nel buio dell'underground si continua a scrivere, registrare e costruire il proprio futuro. Una conclusione solida che lascia impressa la chimica complementare dei due artisti.


Non solo un EP - Cosa racconta questo progetto

Non si tratta del loro primo esperimento a quattro mani: qualche mese fa ci avevano dato un assaggio del proprio potenziale con il singolo "Crepe", che alla luce di questo nuovo lavoro si è rivelato essere solo un antipasto: con "Nottetèmpo" si passa decisamente al piatto forte.

Le 5 tracce che compongono l'EP girano in perfetto equilibrio tra loro e mettono subito in chiaro le carte: qui c'è profondità e c'è una penna vera, pesante, che sa come scavare. Una qualità rara da trovare oggi, in un panorama discografico che corre a trecento all'ora e tratta la musica come un trend usa e getta da consumare in dieci secondi su TikTok.

Fin dal primo minuto ci si rende conto di quanto il timbro graffiato di Lahenn si sposi alla perfezione con la tonalità più chiara di Drestyl. Ad arricchire il quadro ci sono i featuring di Syama e Sko, altri due nomi della Roma emergente che confermano quanto il supporto reciproco sia il vero motore della Capitale in questo momento. Lo stile del duo è nitido, diretto e incisivo.

Etichettare "Nottetèmpo" dentro un solo genere sarebbe un errore: definirlo semplicemente conscious sta stretto a un EP che sa picchiare duro anche grazie a ritornelli d'impatto e melodie che restano subito in testa.


L'estetica del blocco: il ritorno del videoclip

In questo quadro identitario si inserisce un tassello fondamentale: il ritorno in grande stile della componente visiva. Se per anni il videoclip musicale è stato sacrificato sull'altare dei contenuti verticali mordi-e-fuggi, oggi stiamo assistendo a una vera e propria rinascita del formato, inteso non più come semplice accessorio promozionale, ma come opera autonoma capace di dare tridimensionalità alla traccia.

I vari videoclip girati tra i palazzi e le strade di Villa de Sanctis e Casilino 23 ne sono la dimostrazione lampante: un prodotto lavorato da cima a fondo curato con una cifra tecnica e una sensibilità di livello assoluto.

Dietro l'obiettivo c'è il lavoro fondamentale di Nami Shojaie, che con le sue riprese ha saputo catturare la grana autentica del quartiere, la luce dei lampioni e il contrasto tra cemento e intimità; a completare l'opera c'è il montaggio serrato e dinamico firmato da Thomas Piazzolla, capace di tradurre visivamente il ritmo incalzante delle barre e il senso vero delle parole degli artisti. Altri due ragazzi della periferia romana che con il loro talento stanno curando progetti di livello.

Dimostrazione pratica che, quando ci sono visione, fame e talento artigianale, non servono budget milionari per fare scuola: bastano le persone giuste e una storia vera da raccontare.


Uno sguardo alla scena

A Roma l'asticella si sta alzando parecchio. Ci stiamo abituando a un flusso continuo di uscite che portano freschezza, ma soprattutto un'attenzione viscerale al dettaglio. Nell'era dominata dai social la direzione artistica è tornata centrale, e la cura maniacale per il comparto video e sonoro ribadisce che la differenza la fa sempre e solo la sostanza.

Drestyl e Lahenn debuttano ufficialmente con un lavoro articolato, compatto e profondamente identitario, ritagliandosi con i fatti il proprio spazio nella scena romana. In attesa dei prossimi drop, l'appuntamento è segnato: ascoltateli in cuffia, guardate il loro lavoro su schermo, ma soprattutto andate a sentirli dal vivo nel live programmato per il 10 settembre all'Alibi Club.


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Emanuele Saponara