2^ Giornata di Serie A: 6 squadre fanno 2/2

Emanuele Saponara
Sport
01/09/2026

La seconda giornata di Serie A delinea le prime, ma ancora molto relative, gerarchie e regala sorprese di peso. In vetta avanzano a punteggio pieno Milan, Juventus, Inter, Lazio, Roma ed Atalanta tutte capaci di centrare il secondo successo consecutivo con prestazioni concrete e grande solidità difensiva.

La copertina del turno va al Como, capace di sbancare il Maradona per 2-1 contro il Napoli, e al Frosinone, autore di un netto 3-0 al Franchi che gela la Fiorentina nel giorno della festa del centenario.

Primi tre punti della stagione anche per il Sassuolo e per l'Udinese, protagonista di un pirotecnico 3-2 a Monza.


Risultati - 2ª giornata


Sabato 29 agosto


Milan - Venezia 2-0

Sassuolo - Torino 2-1

Fiorentina - Frosinone 0-3

Monza - Udinese 2-3


Domenica 30 agosto


Juventus - Parma 2-0

Napoli - Como 1-2

Cagliari - Inter 0-1

Lazio - Genoa 1-0


Lunedì 31 agosto


Lecce - Roma 0-4

Atalanta - Bologna 1-0


Classifica Serie A - 2ª Giornata


  1. Roma - 6
  2. Inter - 6
  3. Milan - 6
  4. Juventus - 6
  5. Atalanta - 6
  6. Lazio - 6
  7. Udinese - 4
  8. Como - 4
  9. Frosinone - 3
  10. Napoli - 3
  11. Sassuolo - 3
  12. Cagliari - 3
  13. Lecce - 3
  14. Torino - 0
  15. Bologna - 0
  16. Parma - 0
  17. Genoa - 0
  18. Monza - 0
  19. Venezia - 0
  20. Fiorentina - 0


Lecce-Roma 0-4: Il poker sul velluto che non deve confondere la rotta

La Roma manda un segnale perentorio al campionato travolgendo il Lecce per 4-0 al Via del Mare nel posticipo della seconda giornata di Serie A, conquistando la vetta della classifica a punteggio pieno e confermando un potenziale offensivo devastante. Assoluto protagonista della serata è stato ancora una volta un implacabile Donyell Malen, già mattatore all'esordio e autore di una prestazione maiuscola per senso della posizione, freddezza sotto porta e capacità di attaccare la profondità. I giallorossi hanno impresso un ritmo insostenibile fin dalle prime battute, dominando la mediana con un recupero palla costante e sfruttando chirurgicamente le ampie praterie concesse dalla retroguardia salentina, incanalando la sfida senza mai dare l'impressione di poter perdere il controllo del match.

Tuttavia, l'esaltazione per i numeri e la facilità di realizzazione non devono oscurare spunti di riflessione più profondi. Il Lecce è apparso eccessivamente fragile, disunito e incapace di reggere l'urto nei duelli individuali, offrendo tempi di giocata e spazi che difficilmente le concorrenti di prima fascia concederanno nel prosieguo della stagione. Per la Roma, la vera sfida consisterà nell'evitare la trappola dell'autoindulgenza e del compiacimento: archiviare goleade di queste proporzioni contro avversari in evidente crisi strutturale è un ottimo viatico per il morale, ma la reale tenuta tattica e difensiva della squadra andrà misurata quando l'asticella si alzerà nei primi scontri diretti ad alta intensità.


Cagliari - Inter: 0-1. Calha chirurgico e super salvataggio di Bisseck

L'Inter esce dalla Unipol Domus con tre punti pesanti e la vetta della classifica a punteggio pieno, ma il successo per 1-0 contro il Cagliari lascia aperti diversi spunti di riflessione. A indirizzare la gara è stato ancora una volta Hakan Çalhanoglu, letale già al 9' con un destro chirurgico da fuori area che ha beffato Caprile, confermando l'ottimo impatto del centrocampo nerazzurro in questo avvio di stagione. Tuttavia, il divario minimo nel punteggio stride fortemente con l'inerzia del match: l'Inter ha prodotto un volume impressionante di conclusioni verso la porta sarda, arrivando a toccare quota 30 tiri complessivi senza però trovare la zampata della sicurezza.

È proprio in questa mancanza di cinismo negli ultimi sedici metri che risiede la nota amara della serata nerazzurra. Mantenere aperta una sfida dominata sul piano territoriale e delle occasioni espone a rischi evitabili: il Cagliari di Pisacane, pur schiacciato a lungo e incapace di pungere per gran parte dell'incontro, ha trovato energie nel finale per un forcing generoso che avrebbe potuto punire l'imprecisione degli ospiti. C'è voluto il capoccione di Bisseck infatti ad impedire il pari su una conclusione ravvicinatissima tentata da Adopo.

Da un lato la compattezza difensiva e la gestione del possesso testimoniano la solidità della squadra, dall'altro la scarsa lucidità nel capitalizzare le tante palle-gol costruite è un campanello d'allarme su cui lavorare per evitare pericolosi cali di tensione contro avversari più cinici.


Juve - Parma: 2-0. Spalletti la svolta con i cambi, Nico e Koopmeiners protagonisti insperati

La Juventus supera 2-0 il Parma all'Allianz Stadium e aggancia la vetta della classifica a quota 6 punti, ma il risultato racconta solo una parte della serata bianconera, caratterizzata da una netta spaccatura tra primo e secondo tempo. Nei primi quarantacinque minuti la manovra dei padroni di casa è apparsa lenta, prevedibile e priva di verticalizzazioni incisive, complice l'isolamento di Jonathan David e la difficoltà di trovare varchi contro il blocco compatto organizzato dagli emiliani, con l'unica fiammata affidata a un palo colpito da Conceiçao.

La svolta è arrivata dalla panchina e dalle letture tattiche a gara in corso: l'ingresso di Nico Gonzalez al posto di David ha impresso una scossa immediata, concretizzata al 62' con il gol del vantaggio favorito da un rimpallo su Troilo. Nonostante il vantaggio, la gestione bianconera ha mostrato qualche calo di tensione, richiedendo un paio di interventi provvidenziali di Vicario sul neoentrato Romero per scongiurare il pari. A blindare i tre punti ci ha pensato poi Koopmeiners all'88', letale a sfruttare un recupero alto di Locatelli appena 75 secondi dopo il suo ingresso in campo. La capacità di attingere a risorse decisive a partita in corso è senza dubbio una nota di merito per Spalletti e per la squadra, ma l'avvio contratto e la fatica nel creare pericoli a difesa schierata impongono riflessioni sulla qualità degli attaccanti della Juve che prepara infatti un altro colpo.


Milan - Venezia: 2-0. Ecco Gonçalo ma che fatica

Il Milan archivia la pratica Venezia con un 2-0 a San Siro e fa registrare la seconda vittoria consecutiva in questo avvio di campionato, ma il punteggio finale nasconde una serata ben più complessa e ricca di ombre sul piano dell'efficacia offensiva. Per oltre un'ora di gioco, i rossoneri hanno palesato una preoccupante sterilità negli ultimi sedici metri: emblematico il caso di Gonçalo Ramos, che prima di sbloccare il risultato al 69' ha fallito tre nitide occasioni da rete, tenendo a lungo in bilico un incontro ampiamente alla portata.

L'atteggiamento compatto e coraggioso del Venezia di Stroppa, guidato dalle folate di Yeboah, ha evidenziato come l'eccessiva leziosità milanista rischi di diventare un'abitudine rischiosa quando non si indirizza subito la partita.

A cambiare l'inerzia e a salvare la manovra rossonera è stato l'impatto della panchina, con l'ingresso determinante di Saelemaekers e la freschezza di Jashari, la cui percussione all'89' ha propiziato il raddoppio definitivo complice lo sfortunato rimpallo su Halhal. Se la solidità difensiva e la gestione delle rotazioni rappresentano indubbiamente un segnale incoraggiante per la squadra, la cronica difficoltà nel convertire la mole di gioco prodotta in gol rapidi rimane un aspetto critico su cui intervenire con urgenza, specie in vista dei prossimi impegni contro avversari di prima fascia.


Lazio - Genoa: 1-0. Tre punti nel deserto, la vittoria effimera di un palazzo senza popolo

La Lazio strappa tre punti pesantissimi all'Olimpico superando il Genoa per 1-0 nella seconda giornata di Serie A e salendo a punteggio pieno a quota 6, ma il verdetto del campo rischia di rivelarsi una pericolosa maschera per una realtà societaria e ambientale profondamente logorata. A decidere la sfida è stata una giocata episodica al 64': una percussione centrale rifinita con freddezza nell'angolino basso ha rotto un equilibrio durato oltre un'ora, al termine del quale la squadra capitolina si è abbassata vistosamente nel finale, rischiando di subire il pari del Grifone su palla inattiva.

Tuttavia, i sei punti fin qui conquistati rappresentano un bottino ingannevole che non deve in alcun modo far passare sotto silenzio o sottogamba il contesto di crisi profonda in cui versa il club. Si tratta pur sempre di due successi di misura, sofferti e ottenuti contro formazioni non di prima fascia, maturati in una cornice spettrale che certifica il punto di non ritorno nei rapporti tra tifoseria e dirigenza: gli spalti desolatamente semivuoti dell'Olimpico e i cori incessanti di dura contestazione contro la gestione Lotito raccontano di un popolo ormai distaccato e disilluso, stanco di un progetto tecnico percepito come privo di visione e investimenti all'altezza.

Affidarsi esclusivamente al cinismo o alla fiammata dei singoli per mascherare i limiti di manovra e, soprattutto, il vuoto identitario che circonda l'ambiente è un'illusione a breve scadenza: quando il livello degli avversari si alzerà nei prossimi scontri diretti, senza un impianto di gioco solido e senza il supporto della propria gente, il rischio di una brusca frenata sarà dietro l'angolo.


Napoli - Como: 1-2. La lezione delle forme, quando giocare bene non è solo un dettaglio

Il Como firma la prima vera sorpresa del campionato espugnando il Diego Armando Maradona con un meritato 2-1, mentre il Napoli incassa una sconfitta pesante che accende più di un campanello d'allarme sulla tenuta difensiva e sulla lucidità nella gestione del possesso. La squadra di Cesc Fàbregas ha impostato la gara con coraggio, personalità e pressing asfissiante, trovando il vantaggio già al 17' con una splendida giocata di Martin Baturina su spunto di Diao. Nonostante l'illusorio pareggio firmato al 29' da Rasmus Højlund, bravo a girarsi da centravanti puro al limite dell'area, gli azzurri hanno pagato a carissimo prezzo gravi sbavature in fase di prima costruzione: al 34' un clamoroso disimpegno errato tra Anguissa e Rrahmani ha regalato a Tasos Douvikas la palla dell'1-2.

La ripresa ha messo a nudo i limiti strutturali del Napoli quando si trova a dover scardinare blocchi organizzati senza concedere ripartenze. Non sono bastati i cambi e gli ingressi offensivi tentati da Massimiliano Allegri, compresi De Bruyne e il ritorno di David Neres, per dare ordine a un assalto finale generoso ma disordinato e frenetico, culminato nell'urlo strozzato al 95' per il gol del 2-2 di Lobotka annullato dal VAR per posizione di fuorigioco di Lucca.

La vittoria lariana certifica la qualità del progetto tattico di Fàbregas, abile ad alternare palleggio a veloci transizioni verticali, mentre impone una severa autocritica al Napoli: senza maggiore concentrazione difensiva e pulizia nei disimpegni dal basso, il divario di cinismo rischia di costare punti sanguinosi contro formazioni sfrontate e ben disposte sul rettangolo di gioco.


Fiorentina - Frosinone: 0-3. Polvere su cento anni, la Fiorentina prigioniera del proprio riflesso

Quella che doveva essere la notte più luminosa della storia recente viola si è trasformata in un incubo sportivo: la Fiorentina crolla clamorosamente in casa per 0-3 contro il Frosinone, trasformando la celebrazione del proprio Centenario (1926-2026) in un teatro di fischi e contestazione. Davanti agli spalti gremiti del Franchi e alle leggende del passato accorse per onorare un secolo di storia, la squadra è apparsa fragile, disorganizzata e incapace di reagire alle avversità. I ciociari di Alvini hanno impartito una severa lezione di cinismo e compattezza: al 26' Antonio Raimondo ha gelato lo stadio sfruttando l'assist di Kvernadze, seguito al 38' dal raddoppio aereo di Bracaglia su palla inattiva e dal definitivo tris firmato ancora da un incontenibile Raimondo al 68'.

Nemmeno i due legni colpiti da Mastantuono e Valdepeñas possono attenuare la portata di una caduta tanto rovinosa quanto simbolica.

Il pesante ko interno non è un semplice incidente di percorso, ma il riflesso di una crisi d'identità profonda che sembra trascinarsi senza sosta dalla passata, disastrosa stagione. La retroguardia viola ha confermato amnesie strutturali preoccupanti nella copertura delle transizioni, mentre la fase offensiva continua a palesare una cronica mancanza di equilibrio e incisività negli ultimi metri. Fallire in maniera così netta proprio nel giorno più atteso dalla piazza, con la scenografia della festa allestita a fare da surreale contrasto alla rabbia dei tifosi, certifica l'urgenza di un cambio di rotta radicale: senza una scossa sul piano tattico e caratteriale, il rischio di rivivere i fantasmi dell'annata precedente rischia di compromettere sin da subito l'intero cammino in campionato.


Le altre gare

Vittoria e 2/2 per l'Atalanta di Sarri grazie al gol allo scadere di Samardzic che condanna il Bologna a guardare tutti dal basso.


Rocambolesca vittoria per l'Udinese che dopo aver bloccato il Como alla prima si regala i primi 3 punti in trasferta mentre aspetta la Lazio in casa.


Sfida tra tecnici giovani vinta da Aquilani che si regala i primi 3 punti della sua esperienza a Sassuolo mentre Abate e i Granata rimangono a 0.


Best of the week

L'impatto di Donyell Malen sul campionato italiano ha assunto i contorni di una vera sentenza statistica. Con la doppietta rifilata al Lecce, l'attaccante olandese è già volato a quota 5 reti in appena due giornate — dopo la tripletta dell'esordio —, confermandosi in uno stato di grazia assoluto. Allargando l'orizzonte alla passata stagione, il suo score complessivo recita 19 gol nelle prime 20 presenze in Serie A: numeri impressionanti che viaggiano a una media vicina a una marcatura a partita, proiettandolo a pieno titolo come il punto di riferimento offensivo più letale e continuo dell'intero torneo.


Emanuele Saponara