32^ Giornata di Serie A: Inter ci sei quasi!

Emanuele Saponara
Sport
14/04/2026

Il trentaduesimo turno della Serie A 2025-2026 delinea in modo quasi definitivo le gerarchie in vetta, regalando una domenica di emozioni forti e risultati a sorpresa che scuotono sia la corsa Champions che la lotta per non retrocedere. La vittoria dell'Inter nel posticipo contro il Como e il contemporaneo pareggio del Napoli a Parma segnano un solco che potrebbe essere quello decisivo per il titolo.


Risultati 32ª Giornata Serie A


Venerdì 10 aprile 2026

Roma - Pisa 3-0


Sabato 11 aprile 2026

Cagliari - Cremonese 1-0

Torino - Hellas Verona 2-1

Milan - Udinese 0-3

Atalanta - Juventus 0-1


Domenica 12 aprile 2026

Genoa - Sassuolo 2-1

Parma - Napoli 1-1

Bologna - Lecce 2-0

Como - Inter 3-4


Lunedì 13 aprile 2026

Fiorentina - Lazio 1-0


Classifica Serie A alla 32ª giornata:

1 - Inter: 75 pt

2 - Napoli: 66 pt

3 - Milan: 63 pt

4 - Juventus: 60 pt

5 - Como: 58 pt

6 - Roma: 57 pt

7 - Atalanta: 53 pt

8 - Bologna: 48 pt

9 - Lazio: 44 pt

10 - Udinese: 43 pt

11 - Sassuolo: 42 pt

12 - Torino: 39 pt

13 - Genoa: 36 pt

14 - Parma: 36 pt

15 - Fiorentina: 35 pt

16 - Cagliari: 33 pt

17 - Cremonese: 27 pt

18 - Lecce: 27 pt

19 - Hellas Verona: 18 pt

20 - Pisa: 18 pt


Il ruggito nerazzurro nel festival del gol: a Como l'Inter di Chivu mette le mani sullo scudetto

La serata del Sinigaglia rimarrà impressa come uno dei momenti più intensi dell'intera stagione, un manifesto di calcio totale dove la logica ha lasciato il posto al puro agonismo. Il 3-4 finale tra Como e Inter non è solo il racconto di una partita pirotecnica, ma sembra rappresentare il sigillo definitivo sulla rincorsa al titolo. Cristian Chivu si gode un successo che pesa come un macigno sulla classifica, pur consapevole di aver attraversato l'inferno prima di vedere la luce. Si percepisce chiaramente la forza di una squadra che, pur mostrando crepe inaspettate in una fase difensiva a tratti distratta, possiede una forza d'urto tale da poter rimediare a qualsiasi sbandamento grazie alla qualità dei singoli.

Il primo tempo ha visto un Como spregiudicato, capace di mettere alle corde i capolisti con un palleggio rapido e verticale. Le reti di Nico Paz e Valle hanno evidenziato le difficoltà iniziali dei nerazzurri nel trovare le giuste distanze, con il sistema di Chivu apparso inizialmente in balia della vivacità dei ragazzi di Fabregas. Tuttavia, la capacità di reazione del gruppo è stata impressionante, quasi feroce. Marcus Thuram ha confermato di essere il fulcro nevralgico dell'attacco, trascinando i compagni con una doppietta di rara potenza e precisione, mentre Denzel Dumfries si è trasformato nell'arma totale: i suoi due inserimenti hanno squarciato il sistema difensivo lariano, trasformando una possibile disfatta in una marcia trionfale.

Quello che emerge da questa domenica di aprile è il ritratto di una capolista cinica e incredibilmente resiliente. Se da una parte i tre gol incassati obbligheranno a una profonda analisi sugli equilibri del reparto arretrato, dall'altra il +9 sul Napoli è un vantaggio che profuma di traguardo ormai vicino. Il Como esce dal campo tra gli applausi del proprio pubblico, consapevole di aver giocato alla pari contro la corazzata del campionato, ma la vittoria dell'Inter viene letta da tutti gli osservatori come la prova di maturità definitiva: una squadra che sa vincere anche quando perde il controllo del match, trovando nella gestione di Chivu e nel carattere dei suoi leader le risorse per domare la tempesta e involarsi verso la gloria.


Frenata Napoli al Tardini: l'urlo di McTominay non basta a fermare la fuga dell'Inter

Il pareggio del Tardini ha il sapore amaro dell'occasione perduta per il Napoli di Antonio Conte, che vede l'Inter scappare via a nove lunghezze di distanza proprio nel momento cruciale della stagione. L'1-1 contro un Parma coraggioso e tatticamente impeccabile mette a nudo i limiti di una squadra che, pur avendo cuore e polmoni, fatica a trovare la lucidità necessaria per scardinare difese così ben organizzate. La doccia gelata è arrivata quasi subito: sono bastati trentatré secondi a Strefezza per trafiggere Meret, approfittando di un approccio troppo morbido da parte della retroguardia partenopea e mandando in frantumi i piani tattici del tecnico leccese dopo nemmeno un minuto di gioco.

La reazione azzurra è stata generosa ma spesso confusionaria, caratterizzata da un possesso palla sterile che per lunghi tratti non ha prodotto grattacapi reali alla linea difensiva di Pecchia. È servito il solito Scott McTominay, ormai anima e leader emotivo di questo gruppo, per ristabilire l'equilibrio intorno all'ora di gioco con una delle sue prepotenti incursioni centrali. Tuttavia, il forcing finale non ha portato i frutti sperati, infrangendosi contro un Suzuki in serata di grazia e contro una stanchezza fisica e mentale evidente.

Dall'analisi della sfida emerge un Napoli che sembra aver esaurito le energie per mantenere il passo forsennato imposto dall'Inter di Chivu, evidenziando una preoccupante difficoltà nel variare lo spartito tattico quando gli avversari chiudono ogni varco. Per Conte si tratta di un punto che muove poco la classifica e che, a sei giornate dalla fine, sembra sancire una resa quasi definitiva nella corsa verso il tricolore, lasciando spazio a molti dubbi sulla tenuta atletica della squadra in questo finale di campionato infuocato.


San Siro volta le spalle ai suoi leader: lo 0-3 dell'Udinese accende il processo a Leão

Il tracollo interno del Milan contro l'Udinese non è solo una questione di punteggio, ma il segnale di uno scollamento profondo tra le aspettative della piazza e il rendimento dei suoi uomini più rappresentativi. Lo 0-3 incassato a San Siro pesa come un macigno sulla classifica, eppure, a differenza di quanto accade solitamente in queste situazioni, il malumore del pubblico non si è abbattuto ferocemente sulla panchina di Massimiliano Allegri. Sebbene il tecnico debba rispondere di una squadra apparsa priva di mordente, il vero bersaglio della contestazione è stata la prestazione definita da molti "indolente" delle stelle in campo, con Rafael Leão finito prepotentemente sul banco degli imputati.

Il portoghese è apparso l'ombra di se stesso, incapace di incidere e spesso isolato dal resto della manovra, attirando su di sé la frustrazione di uno stadio che si aspetta la giocata decisiva nei momenti di massima difficoltà. Mentre l'Udinese banchettava con le reti di Bartesaghi, Ekkelenkamp e Atta, la reazione del numero dieci rossonero è stata giudicata insufficiente, quasi svogliata, alimentando il dibattito sulla sua reale leadership in questo finale di stagione 25/26. In questo contesto, Allegri sembra paradossalmente quasi "vittima" della scarsa vena dei suoi singoli più talentuosi, costretto a gestire un gruppo che nei suoi elementi chiave ha smesso di brillare proprio quando la corsa Champions si è fatta più serrata.

Il clima che si respira a Milanello è quello di una resa dei conti interna che va oltre la tattica. La squadra resta ferma a 63 pt, sentendo ora il fiato sul collo della Juventus che, vittoriosa a Bergamo, si è portata a una sola lunghezza di distanza. Resta il paradosso di un allenatore che prova a fare scudo al gruppo, ma che vede le sue certezze sgretolarsi sotto i piedi a causa di prestazioni individuali deludenti. Il finale di campionato dirà se questo Milan avrà la forza di ricompattarsi o se il malessere manifestato da leader come Leão finirà per compromettere definitivamente l'accesso all'Europa che conta.


Il graffio dell'ex alla New Balance Arena: Boga trascina la Juventus e vede la Champions

La Juventus espugna Bergamo con una prova di straordinario pragmatismo, superando l'Atalanta per 0-1 in quello che era a tutti gli effetti uno spareggio per le ambizioni altissime della classifica. La cornice della sfida è stata la rinnovata New Balance Arena, che per la prima volta ha ospitato questo classico del calcio italiano con la sua nuova denominazione commerciale. A decidere l'incontro è stato il più classico dei gol dell'ex: Jeremie Boga ha gelato i suoi vecchi tifosi al 48' della ripresa, approfittando di un'uscita imprecisa di Carnesecchi su un cross velenoso di Holm per appoggiare il pallone in rete a porta ormai sguarnita.

Nonostante il consueto volume di gioco prodotto dai padroni di casa, la manovra dell'undici di Raffaele Palladino è apparsa a tratti sfortunata, come testimoniato dal clamoroso palo colpito da Scalvini nel primo tempo. L'atteggiamento dei bianconeri ha invece premiato la visione di Luciano Spalletti, capace di costruire una squadra solida e cinica, pronta a soffrire la pressione orobica per poi colpire nel momento di massima vulnerabilità avversaria. Questa vittoria permette alla Juventus di salire a 60 pt, effettuando il sorpasso sul Como e portandosi a sole tre lunghezze dal Milan. Per l'Atalanta, ferma a quota 53 pt, il sesto posto resta un obiettivo concreto, ma la sconfitta interna pesa come un macigno sul morale di un gruppo che alla New Balance Arena avrebbe meritato miglior fortuna per quanto espresso sul piano del gioco.


Le altre gare


Roma-Pisa 3-0 Una tripletta d'autore di Donyell Malen trascina la Roma di Gasp un successo netto che vale il sesto posto a ridosso della zona Champions. La sconfitta sprofonda il Pisa verso il fondo della classifica, rendendo la salvezza un'impresa ormai disperata.


Bologna-Lecce 2-0 I rossoblù blindano l'ottava piazza con una prova di maturità al Dall'Ara, punendo le amnesie difensive di un Lecce apparso troppo rinunciatario. Il successo permette al Bologna di salire a quota 48 punti e mantenere vive le speranze per un piazzamento europeo.


Fiorentina-Lazio 1-0 Una rete di Robin Gosens nel posticipo del lunedì regala ossigeno puro alla Fiorentina e punisce una Lazio priva di mordente sotto porta. I viola salgono così a 35 punti, mentre i biancocelesti restano inchiodati a metà classifica e sempre più distanti dalle posizioni di vertice.


Genoa-Sassuolo 2-1 Il Grifone conquista tre punti pesanti a Marassi ribaltando lo svantaggio iniziale grazie a una reazione di carattere nel secondo tempo. La vittoria permette ai rossoblù di consolidare la propria posizione a metà classifica, lasciando il Sassuolo bloccato a quota 42 punti.


Torino-Hellas Verona 2-1 Il successo interno dei granata aggrava la crisi profonda del Verona, che rimane inchiodato all'ultimo posto della graduatoria. La squadra di casa gestisce bene il vantaggio e respinge gli assalti finali, risalendo fino a 39 punti totali.


Cagliari-Cremonese 1-0 Un guizzo decisivo di Sebastiano Esposito decide lo scontro diretto dell'Unipol Domus, regalando ai sardi una vittoria vitale in chiave salvezza. Grazie a questo successo, il Cagliari sale a 33 punti e mette una distanza di sicurezza importante sulla zona calda della retrocessione.


Emanuele Saponara