36^ Giornata di Serie A: tra sogni europei e lotta salvezza

A soli centottanta minuti dal traguardo, la 36esima giornata di Serie A ha rimescolato profondamente gli equilibri, rendendo incandescente il finale di stagione. Se l'Inter ha ribadito la propria egemonia superando la Lazio in quello che è sembrato un vero e proprio antipasto della prossima finale di Coppa Italia, i passi falsi di Milan e Napoli hanno stravolto la corsa ai piazzamenti che contano: lo scivolone dei rossoneri e il crollo interno dei partenopei contro un Bologna arrembante hanno accorciato drasticamente la classifica. Una situazione di tale incertezza, figlia di una graduatoria cortissima, ha spinto la Lega a programmare gran parte dei match del prossimo turno in contemporanea il lunedì sera, una scelta dettata dalla necessità di garantire massima regolarità a una lotta europea ancora apertissima e a una volata finale che non ammette più calcoli o errori.
Risultati 35ª Giornata Serie A
Venerdì 8 Maggio 2026
Torino - Sassuolo: 2-1
Sabato 9 Maggio 2026
Cagliari - Udinese: 0-2
Lazio - Inter: 0-3
Lecce - Juventus: 0-1
Domenica 10 Maggio 2026
Verona - Como: 0-1
Cremonese - Pisa: 3-0
Fiorentina - Genoa: 0-0
Parma - Roma: 2-3
Milan - Atalanta: 2-3
Lunedì 11 Maggio 2026
Napoli - Bologna: 2-3
Classifica Serie A - 36esima Giornata
- Inter (C) - 85 punti
- Napoli (E) - 70 punti
- Juventus (E) - 68 punti
- Milan (E) - 67 punti
- Roma (E) - 67 punti
- Como (E) - 65 punti
- Atalanta - 58 punti
- Bologna - 52 punti
- Lazio - 51 punti
- Udinese - 50 punti
- Sassuolo - 49 punti
- Torino - 44 punti
- Parma - 42 punti
- Genoa - 41 punti
- Fiorentina - 38 punti
- Cagliari - 37 punti
- Lecce - 32 punti
- Cremonese - 31 punti
- Verona (R) - 20 punti
- Pisa (R) - 18 punti
(C): Campione d'Italia
(E): Matematicamente qualificata a una competizione europea
(R): Matematicamente retrocessa in Serie B
Vittoria agevole dell'Inter all'Olimpico: 3-0 alla Lazio in attesa della finale
Nell'anticipo della finale di Coppa Italia, l'Inter neocampione supera la Lazio 3-0 all'Olimpico in una gara di ritmi blandi e ampio turnover da parte di Chivu e Sarri. Nonostante i numerosi cambi, la superiorità nerazzurra emerge in modo evidente fin dalle prime battute. Dopo appena sei minuti la formazione milanese sblocca il risultato: su una sponda aerea di Thuram, Lautaro Martinez trova la girata vincente. Sul finire del primo tempo, l'attaccante argentino si trasforma in rifinitore e serve a Sucic il pallone del raddoppio. Il centrocampista croato, schierato come regista per sopperire alle assenze di Calhanoglu e Zielinski, disputa un'ottima partita che lo vede protagonista assoluto. Nella ripresa il ritmo cala fisiologicamente tra le varie sostituzioni, ma la partita si riaccende all'improvviso per un duro fallo di Romagnoli ai danni di Bonny: dopo il controllo al monitor del VAR, il difensore laziale viene espulso direttamente e sarà costretto a saltare l'atteso derby contro la Roma. Pur giocando in dieci uomini, i biancocelesti provano un moto d'orgoglio e sfiorano la rete con Isaksen, fermato solo da un provvidenziale intervento di Carlos Augusto sulla linea difensiva. Scampato il pericolo, l'Inter riprende il dominio totale del campo e al settantaseiesimo minuto cala il tris definitivo con Mkhitaryan, a segno su prezioso assist di Bonny. Nel finale c'è gloria anche per l'esordio in Serie A del giovanissimo talento classe 2007 Mosconi. I nerazzurri bagnano così al meglio la prima uscita ufficiale con lo scudetto cucito sul petto, lanciando un chiaro e forte messaggio ai capitolini in vista della decisiva sfida di mercoledì che assegnerà il trofeo nazionale.
Colpo del Bologna al Maradona: 3-2 sul Napoli all'ultimo respiro
Vincenzo Italiano si conferma l'autentica bestia nera per il Napoli allo stadio Maradona, centrando il suo quinto successo personale nell'impianto campano grazie a un rocambolesco tre a due. Il primo tempo è dominato dal Bologna, trascinato dall'estro di Bernardeschi che sblocca il match al decimo minuto con un pregevole mancino all'incrocio. I felsinei, superiori contro un Napoli spento, sfiorano il raddoppio con una traversa di Miranda. Superata la mezz'ora, un'incertezza del rientrante Di Lorenzo causa un rigore sullo stesso Miranda, valevole per lo zero a due. In pieno recupero è però lo stesso capitano azzurro a farsi perdonare, sfruttando una palla vagante per accorciare le distanze. Nella ripresa il copione si ribalta. Pur orfano di De Bruyne, il Napoli agguanta il pari dopo soli tre minuti: una splendida intuizione di Hojlund serve ad Alisson Santos la palla del due a due. Intuito il calo fisico dei suoi, Italiano inserisce forze fresche come Sohmes, Moro e Rowe. La mossa è decisiva: al novantunesimo Miranda entra in area e calcia, Milinkovic-Savic respinge ma sulla palla vagante si avventa Rowe, che con una magnifica rovesciata firma la vittoria per gli emiliani. Un successo pesante in questo finale di campionato, che sposta tutta la pressione per l'accesso in Champions League sulla decisiva gara domenicale della formazione di Antonio Conte.
Lampo di Vlahovic a Lecce: la Juventus blinda la zona Champions
La Juventus compie un passo fondamentale verso la qualificazione in Champions League espugnando Lecce con un pesante uno a zero nella trentaseiesima giornata di campionato. A decidere la sfida è Dusan Vlahovic, che al rientro da titolare impiega appena dodici secondi per sbloccare il risultato, concretizzando un perfetto schema corale studiato da mister Spalletti fin dal calcio d'inizio e magistralmente rifinito dall'assist di Cambiaso. Il passaggio tattico al quattro-due-tre-uno, arricchito dagli innesti di Koopmeiners e McKennie, restituisce un'ottima fluidità di manovra ai bianconeri, che tuttavia continuano a palesare il difetto di sprecare troppo sotto porta. I piemontesi colpiscono infatti un palo con Conceiçao e si vedono annullare dal VAR due reti per fuorigioco millimetrico dello stesso Vlahovic e di Kalulu. Dall'altra parte, la compagine salentina guidata da Di Francesco evidenzia i soliti limiti del peggior attacco del torneo: Cheddira sciupa due buone occasioni, sbattendo prima sul reattivo Di Gregorio e poi mancando lo specchio della porta, mentre nel finale N'Dri sfiora il pareggio calciando sull'esterno della rete. Grazie a questa importante vittoria di misura, la Juventus blinda momentaneamente il terzo posto in classifica, staccando dirette concorrenti come Milan, Roma e Como e mettendo decisamente in discesa il proprio cammino verso l'Europa che conta. Al contrario, la battuta d'arresto casalinga complica terribilmente i piani salvezza del Lecce, che rischia ora di subire il pericoloso riavvicinamento della Cremonese terzultima, pronta ad accorciare le distanze e a infiammare le ultime battute della lotta per non retrocedere in Serie B.
Crollo del Milan a San Siro: l'Atalanta domina 3-2 e inguaia Allegri
La rincorsa del Milan verso la Champions League subisce un colpo durissimo a San Siro, dove l'Atalanta di Palladino vince tre a due acuendo la crisi della squadra di Allegri. Nonostante l'inizio incoraggiante dei rossoneri, vicini alla rete con Gimenez e con un legno di Rabiot, la Dea passa in vantaggio già al settimo minuto: un rimpallo su De Winter favorisce il destro vincente di Ederson. Il Diavolo, privo di geometrie offensive e tradito da un Leao irriconoscibile, si spegne lentamente. Alla mezz'ora arriva così il raddoppio bergamasco di Zappacosta, servito da Krstovic su iniziativa di De Ketelaere. Nella ripresa le mosse tattiche e l'ingresso di Nkunku non svegliano i padroni di casa. Anzi, al cinquantunesimo una palla persa dal duo Ricci-Leao regala a Raspadori la rete dello zero a tre, scatenando la dura protesta degli ultras che abbandonano lo stadio. Solo nel finale, in un clima surreale, il Milan abbozza una tardiva reazione d'orgoglio: Pavlovic accorcia le distanze, poi Nkunku trasforma un rigore nel recupero prima che Füllkrug sfiori l'incredibile pareggio. L'Atalanta blinda il settimo posto, mentre i rossoneri, a quota quattro punti in sei gare, restano quarti con la Roma ma avvertono la forte pressione del Como distante solo due lunghezze.
Rimonta pazzesca della Roma al Tardini: Rensch e Malen ribaltano il Parma nel recupero
Una partita dalle mille emozioni quella andata in scena allo stadio Tardini, dove la Roma di Gasperini conquista una vittoria al cardiopalma battendo il Parma per tre a due al termine di un finale folle, tenendo vivo il sogno Champions. Nel primo tempo i giallorossi, a trazione anteriore con Dybala dall'inizio per scardinare il muro a cinque alzato da mister Cuesta, passano in vantaggio con Donyell Malen. L'attaccante sfrutta un assist perfetto della Joya e un errore della retroguardia di casa per battere Suzuki. La prima frazione vede una Roma padrona del campo ma sprecona, con Soulé fermato solo dal palo, mentre gli emiliani sprecano buone ripartenze con Strefezza. Il copione cambia drasticamente a inizio ripresa: un'imperdonabile ingenuità in fase di impostazione di Ndicka ed Hermoso regala a Strefezza il pallone del pareggio, che stavolta non sbaglia e trafigge Svilar. Il gol disorienta i capitolini, che vanno in confusione subendo l'arrembaggio locale. Dopo una rete annullata a Pellegrino e una serie di cambi di Gasperini, il Parma ribalta clamorosamente il match trovando il due a uno con Keita servito da Estevez. Quando la sconfitta europea sembrava ormai una certezza assoluta, complici anche i clamorosi errori sottoporta di Malen, sale in cattedra l'eroe inaspettato di giornata: Devyne Rensch. Il difensore suona la carica nel recupero, trovando prima la rete del provvidenziale due a due con un gran tiro dal limite e procurandosi pochissimo dopo il rigore decisivo, causando l'espulsione di Britschgi. Sul dischetto Dybala cede con altruismo la sfera allo stesso Malen, che non fallisce e sigla la doppietta personale, regalando ai suoi una vittoria di platino.
Il Como fa la storia a Verona: Douvikas firma la vittoria e l'accesso in Europa
Il Como scrive una pagina indimenticabile della sua storia espugnando il Bentegodi per uno a zero contro un coriaceo Verona e blindando la qualificazione a una competizione europea. Nel primo tempo sono i padroni di casa a farsi preferire, sfiorando a più riprese il vantaggio. I gialloblù, aggressivi sulle seconde palle e abili nello sfruttare la linea alta degli avversari, spaventano Butez prima con Suslov, poi con una traversa propiziata da un'uscita a vuoto del portiere e infine con un'incursione di Frese. Nella ripresa Fabregas ridisegna la squadra con gli innesti di Baturina, Caqueret e Smolcic, e al quarto d'ora passa alla difesa a tre. La svolta arriva al settantunesimo: un grave errore di controllo da parte di Edmundsson su un lancio lungo spiana la strada a Douvikas, che ruba palla e insacca di destro il suo tredicesimo centro in campionato. La formazione scaligera non si arrende e troverebbe il pareggio con Bowie in mischia, ma la marcatura viene annullata dopo un lungo check del VAR per fuorigioco di Valentini. Scampato il pericolo, la compagine lariana si compatta e si difende con ordine fino al triplice fischio finale, potendo così festeggiare un traguardo eccezionale. Il sesto posto in classifica garantisce l'accesso in Conference o Europa League, ma restano vivissime le speranze di agguantare un clamoroso piazzamento in Champions League in base all'esito della volata finale con Roma e Milan.
Emanuele Saponara