37^ Giornata di Serie A: cambia tutto in zona Champions

Emanuele Saponara
Sport
18/05/2026

La trentasettesima e penultima giornata della Serie A 2025/2026 archivia, almeno per un weekend, la frammentazione del "turno spezzatino" per restituire al campionato un format solido e tradizionale: dieci partite disputate interamente nella giornata di domenica 17 maggio. Una scelta di calendario che ha condensato i verdetti in poche ore, trovando il suo fulcro nell'inedito blocco di cinque gare giocate in contemporanea alle 12:00.


La fascia dell'ora di pranzo ha emesso sentenze pesanti e immediate. Allo Stadio Olimpico, la Roma ha fatto suo il derby superando per 2-0 la Lazio di Maurizio Sarri. All'Allianz Stadium si è consumata la caduta interna della Juventus, sconfitta per 0-2 dalla Fiorentina, mentre il Milan ha rispettato i pronostici passando per 1-2 a Marassi contro il Genoa. A completare il quadro del mezzogiorno, il netto successo esterno per 0-3 del Napoli sul campo del Pisa e la vitale vittoria casalinga del Como, che ha piegato il Parma per 1-0.


Avere metà del tabellone già definito alle quattordici ha impresso un ritmo diverso al resto del programma domenicale. Il pareggio pomeridiano per 1-1 tra Inter e Verona alle 15:00 e il blitz esterno del Bologna contro l'Atalanta (0-1) alle 18:00 hanno fatto da preludio al trittico serale delle 20:45, rivelatosi decisivo soprattutto per le dinamiche della bassa classifica.

Sotto i riflettori serali, infatti, si è consumata l'importante vittoria esterna della Cremonese a Udine (0-1) e l'affermazione per 3-2 del Lecce sul campo del Sassuolo. Il Cagliari, infine, ha chiuso il quadro della trentasettesima giornata superando per 2-1 il Torino.


Risultati 37ª Giornata Serie A

Gare delle ore 12:00

Roma - Lazio: 2-0

Juventus - Fiorentina: 0-2

Genoa - Milan: 1-2

Pisa - Napoli: 0-3

Como - Parma: 1-0


Gara delle ore 15:00

Inter - Verona: 1-1


Gara delle ore 18:00

Atalanta - Bologna: 0-1


Gare delle ore 20:45

Udinese - Cremonese: 0-1

Sassuolo - Lecce: 2-3

Cagliari - Torino: 2-1


Classifica Serie A - 37esima Giornata

  1. Inter - 86 punti [C]
  2. Napoli - 73 punti [CHL]
  3. Milan - 70 punti
  4. Roma - 70 punti
  5. Como - 68 punti
  6. Juventus - 68 punti
  7. Atalanta - 58 punti [ECL]
  8. Bologna - 55 punti
  9. Lazio - 51 punti
  10. Udinese - 50 punti
  11. Sassuolo - 49 punti
  12. Torino - 44 punti
  13. Parma - 42 punti
  14. Genoa - 41 punti
  15. Fiorentina - 41 punti
  16. Cagliari - 40 punti [S]
  17. Lecce - 35 punti
  18. Cremonese - 34 punti
  19. Verona - 21 punti [R]
  20. Pisa - 18 punti [R]


[C] = Campione d'Italia

[CHL] = Qualificata in Champions League

[ECL] = Qualificata in Conference League

[S] = Salvezza aritmetica (permanenza in Serie A assicurata)

[R] = Retrocessa aritmeticamente in Serie B



La volata Champions passa per il mezzogiorno: il Napoli blinda l'Europa, il Milan a fatica ce la fa e il Como non molla

Il Napoli passeggia a Pisa e stacca il pass

All'Arena Garibaldi si è assistito a un vero e proprio testacoda, risolto senza appelli dalla formazione partenopea. Il Napoli ha superato per 0-3 un Pisa già rassegnato all'aritmetica retrocessione in Serie B, imponendo un divario tecnico e motivazionale evidente fin dalle prime battute. La vittoria in terra toscana ha un peso specifico enorme per il club azzurro: raggiungendo quota 73 punti in classifica, il Napoli ottiene la certezza matematica della qualificazione alla prossima edizione della Champions League, chiudendo il discorso con un turno di anticipo. Una prova di maturità che permette di trasformare gli ultimi novanta minuti della stagione in una pura passerella.


Il Milan espugna Marassi e resta in corsa

Decisamente più combattuta, ma altrettanto fondamentale, è stata l'affermazione del Milan sul prato del Luigi Ferraris. L'1-2 inflitto a un Genoa ormai tranquillo, forte di una salvezza già incassata nelle settimane precedenti, dimostra la volontà dei rossoneri di non lasciare nulla di intentato nel rush finale. Il Diavolo ha dovuto attingere alla propria organizzazione per piegare la resistenza ligure e portare a casa un successo che vale l'aggancio a quota 70 punti. Una vittoria di nervi e di posizionamento, che mantiene il Milan nel cuore della bagarre per i piazzamenti di vertice, in attesa del verdetto definitivo dell'ultimo turno.


Il Como piega il Parma e alimenta il sogno

Sulle sponde del Lario, il Como continua a recitare il ruolo di guastafeste nei piani alti della Serie A. L'1-0 di misura ai danni del Parma – formazione a sua volta già aritmeticamente salva a 42 punti – è la fotografia perfetta della stagione comasca: pragmatismo, solidità difensiva e massima resa. Toccando i 68 punti, la squadra lariana si conferma la più grande rivelazione del torneo, restando incollata alle grandi del campionato e mantenendo vivo un sogno europeo che si deciderà solamente al triplice fischio della trentottesima giornata.


Estasi Roma: Mancini stende la Lazio, la Champions è a un passo

La stracittadina romana della trentasettesima giornata si chiude con una sentenza inappellabile: la Roma batte la Lazio 2-0, consolidando le proprie ambizioni di vertice e certificando un divario tecnico e tattico al momento netto tra le due sponde del Tevere. Un derby, quello disputato domenica alle 12:00, giocato in un'atmosfera per larghi tratti surreale, segnato dalle feroci polemiche della vigilia, dal vuoto sugli spalti e dall'emozione palpabile per chi ha calcato per l'ultima volta l'erba dell'Olimpico. Prima ancora che il pallone iniziasse a rotolare, il vero scontro si è consumato sul piano organizzativo: i continui cambi di orario dettati dalla complessa logistica legata alla concomitanza con gli Internazionali d'Italia di Tennis hanno generato un caos gestionale che ha mandato su tutte le furie Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste non ha usato mezzi termini per condannare l'operato della Lega Serie A, puntando il dito contro una disorganizzazione strutturale che ha trovato una sponda diretta nel tifo organizzato, con la Curva Nord rimasta desolatamente vuota per l'intera durata del match in segno di protesta. Sul rettangolo verde la partita ha messo a nudo le attuali differenze di caratura tra le due rose, con la Lazio apparsa scarica nelle letture e prigioniera di un possesso palla sterile contro una Roma agonisticamente incontenibile. Per Gian Piero Gasperini, alla sua prima annata sulla panchina giallorossa, il trionfo assume i contorni dell'impresa: due derby vinti su due, surclassando tatticamente l'avversario cittadino. Il mattatore indiscusso dei novanta minuti è stato Gianluca Mancini, la cui letale doppietta ha piegato le gambe alla retroguardia laziale, trasformando il netto dominio territoriale in un vantaggio incolmabile. Al triplice fischio l'agonismo ha lasciato spazio alla commozione, in quello che aveva tutto il sapore di un passaggio di consegne: per Stephan El Shaarawy è stato il giorno dei saluti definitivi, confermati da un lungo e toccante post pubblicato su Instagram subito dopo la gara, mentre il pubblico ha tributato un'ovazione carica di malinconia a Paulo Dybala, il cui futuro resta avvolto nell'incertezza, con la dolorosa sensazione che possa essersi trattato della sua ultima recita capitolina. Oltre alla supremazia cittadina, questa vittoria sposta in modo radicale gli equilibri della corsa alla Champions League: approfittando del clamoroso scivolone interno della Juventus, sconfitta per 0-2 dalla Fiorentina, la Roma compie il sorpasso decisivo in classifica. Agganciando il Milan al terzo posto a quota 70 punti e staccando di due lunghezze i bianconeri e il Como, i giallorossi cancellano l'obbligo di guardare ai risultati degli altri campi. Nell'ultimo turno di campionato, la squadra di Gasperini avrà il destino interamente nelle proprie mani: un successo garantirà il ritorno matematico nella massima competizione europea, trasformando la pressione di fine stagione in un'opportunità assoluta.


Crollo Juventus: la Fiorentina passa allo Stadium e fa tremare le certezze Champions dei bianconeri

Il passo falso più inaspettato nel momento più critico della stagione. La trentasettesima giornata di Serie A riserva un boccone amarissimo per la Juventus, che crolla all'Allianz Stadium sotto i colpi di una Fiorentina spietata e già aritmeticamente salva. Lo 0-2 maturato nel blocco domenicale delle ore 12:00 non è solo una sconfitta bruciante per il prestigio, ma rappresenta un dramma sportivo in chiave qualificazione alla prossima Champions League, rimescolando le carte a soli novanta minuti dal termine del campionato.

La pressione psicologica di dover vincere a tutti i costi si è tramutata rapidamente in frenesia per i bianconeri, al cospetto di una formazione viola sgombra da ansie e letale nello sfruttare le amnesie avversarie. Il tracollo si è materializzato attraverso due episodi emblematici. Ad aprire le marcature è stato Cher Ndour, lesto nell'approfittare della disattenzione di Koopmeiners e, soprattutto, dell'ennesima papera di Di Gregorio. A gelare definitivamente lo Stadium ci ha pensato poi l'ex, Rolando Mandragora, che ha firmato il raddoppio estraendo dal cilindro una perla assoluta: un capolavoro balistico dalla distanza che ha messo a nudo le fragilità nervose dei padroni di casa. I disordinati tentativi di rimonta si sono poi infranti contro il muro eretto dai toscani.

Le conseguenze di questo scivolone sono pesantissime. Rimanendo bloccata a quota 68 punti, la Juventus ha subito il doppio sorpasso da parte di Roma e Milan, salite entrambe a 70 lunghezze, vedendosi ora affiancata anche dal Como, vittorioso contro il Parma.

A un solo giro di orologio dalla fine del torneo, la Vecchia Signora perde così il controllo del proprio destino. Per sperare di staccare il pass per l'Europa che conta non basterà più guardare esclusivamente in casa propria durante l'ultima giornata: servirà obbligatoriamente una vittoria, unita alla speranza di un passo falso delle dirette concorrenti. Un epilogo al cardiopalma per una stagione che, proprio sul più bello, rischia di assumere i contorni della grande delusione.


Volata salvezza al cardiopalma: il Cagliari fa festa, Lecce e Cremonese si giocano tutto all'ultimo respiro

La penultima giornata del campionato di Serie A 2025/2026 consegna agli archivi verdetti definitivi e rimanda all'ultimo, decisivo turno la risoluzione di un duello salvezza che si preannuncia infuocato. Se le zone alte della classifica hanno trovato un loro assestamento, i campi di Cagliari, Udine e Reggio Emilia sono stati il teatro di una domenica in cui la disperazione agonistica e la voglia di restare nel massimo campionato hanno regalato emozioni e colpi di scena fino al fischio finale.

La notizia più importante arriva dall'Unipol Domus, dove il Cagliari conquista la matematica permanenza in Serie A superando il Torino per 2-1. Una partita tesa, decisa dalla maggiore determinazione degli isolani e macchiata da diverse polemiche arbitrali sponda granata, in cui il Torino ha trovato la via della rete con un gran gol dalla distanza del giovane Obrador, insufficiente però per rovinare la festa del popolo sardo. Il triplice fischio, arrivato dopo un lungo silent check del VAR, ha sancito la salvezza del Cagliari con novanta minuti di anticipo, permettendo alla squadra di affrontare l'ultima passerella stagionale a San Siro contro il Milan con la mente totalmente sgombra.


A Udine, la Cremonese ha compiuto il suo dovere tenendo accese le speranze di evitare la Serie B. I grigiorossi hanno espugnato il Bluenergy Stadium battendo l'Udinese di misura per 0-1, grazie alla rete lampo del veterano Jamie Vardy, a segno già al nono minuto del primo tempo. Un vantaggio difeso poi con i denti per tutto il resto della gara, un risultato vitale che costringe il Lecce a rispondere colpo su colpo per mantenere il distacco in classifica.


E la risposta del Lecce è arrivata nel modo più rocambolesco e drammatico possibile, in un Mapei Stadium ammutolito dalla rete della vittoria salentina arrivata in pieno recupero. Il 2-3 inflitto al Sassuolo porta la firma indelebile di Stulic, autore del gol decisivo al novantaseiesimo minuto di un match letteralmente al cardiopalma. La squadra dell'ex tecnico neroverde Eusebio Di Francesco era andata in doppio vantaggio con la doppietta di Cheddira al 14' e al 25', inframezzata dal momentaneo pareggio di Laurienté al 20'. Quando Pinamonti, subentrato dalla panchina, ha siglato il 2-2 per gli emiliani all'82', lo spettro del controsorpasso in classifica da parte della Cremonese sembrava materializzarsi. Tuttavia, l'assalto finale all'ultimo respiro ha premiato il Lecce con la rete di Stulic, che regala tre punti dal peso incalcolabile.


Con questi risultati, la lotta per evitare il terzultimo posto si riduce a una corsa a due. Il Lecce si mantiene a +1 sulla Cremonese a una sola giornata dal termine. Agli uomini di Di Francesco basterà una vittoria nell'ultimo turno contro il Genoa per garantirsi aritmeticamente la Serie A, mentre la Cremonese sarà obbligata a vincere e a sperare in un passo falso dei salentini per completare un'insperata rincorsa salvezza. L'ultimo atto del campionato promette novanta minuti di pura tensione emotiva.


Le altre gare

A San Siro va in scena una partita a bassissima intensità agonistica, utile soprattutto per espletare le formalità di calendario prima della grande festa. I nerazzurri passano in vantaggio al 48' grazie a un'autorete del difensore scaligero Edmundsson, ma vengono agganciati in extremis al 91' dalla rete del definitivo pareggio firmata da Bowie. Il triplice fischio dà il via ufficiale al cerimoniale istituzionale: capitan Lautaro Martinez solleva al cielo il trofeo dello Scudetto davanti a uno stadio interamente colorato a festa, inaugurando una notte di caroselli e celebrazioni che si è prolungata fino a tarda notte in Piazza Duomo.

Il confronto alla New Balance Arena si sblocca soltanto al 78' grazie alla firma di Riccardo Orsolini, che regala al Bologna un successo di prestigio su un campo storicamente ostile. Una vittoria che tuttavia si rivela ininfluente per gli equilibri della zona europea: nonostante il passo falso interno, l'Atalanta ha già la certezza matematica di chiudere il campionato al settimo posto. In virtù del vantaggio negli scontri diretti favorevoli nei confronti delle dirette inseguitrici, i bergamaschi blindano così l'accesso alla prossima Conference League a prescindere dagli esiti dell'ultimo turno.


Emanuele Saponara