Andrea Abodi rilancia il sogno olimpico

Romina Caprera
Sport
18/05/2026

Radio Roma Sound è stata media partner di “Sei delle Torri”, la manifestazione organizzata dal VI Municipio e dal presidente Nicola Franco che per tre giorni ha acceso i riflettori su sport, salute e prevenzione nel quadrante est della Capitale. Un evento che ha coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni con screening gratuiti, attività sportive e momenti di confronto dedicati al benessere e al futuro della città.

Nel corso dell’iniziativa abbiamo intervistato Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, con cui abbiamo affrontato il tema degli stadi italiani in vista di Euro 2032, il progetto del nuovo stadio della Roma e le prospettive di una possibile candidatura olimpica della Capitale.

La corsa agli stadi per Euro 2032

“Sugli stadi c’è un’accelerazione che non si era mai vista negli ultimi trent’anni e soprattutto c’è un metodo di lavoro che credo porterà risultati ben oltre gli Europei del 2032. In Italia si giocherà in cinque stadi, vedremo in quante città, perché Roma è candidata ad avere più impianti per gli Europei, ma noi puntiamo comunque a una crescita complessiva che riguardi tutte le città.

Alcuni cantieri sono già aperti, penso a Venezia e Firenze, quindi qualcosa si sta muovendo davvero. Credo che nei prossimi tre mesi racconterete fatti concreti come non si erano mai visti prima.”

“Lo stadio è molto più di un luogo dedicato allo sport, è uno spazio che qualifica la città. Immaginare che nei prossimi tre o quattro anni almeno dieci stadi italiani possano essere rinnovati o ricostruiti è il segnale di quanto questo governo stia facendo insieme ai promotori, ai club e alle amministrazioni locali, un gioco di squadra che finora non c’era mai stato.”

La scadenza del 31 luglio

“Entro la fine di luglio devono essere presentati quelli che tecnicamente vengono chiamati PFTE, cioè i progetti di fattibilità tecnico-economica. Quello che dobbiamo recuperare agli occhi della UEFA è la credibilità di una nazione che si assume responsabilità, prende impegni e li rispetta.

In passato purtroppo non è stato così, ma in questa occasione sono convinto che la credibilità si stia costruendo concretamente. Non sarà qualche giorno di differenza a far venir meno la fiducia, perché c’è una squadra tecnica che sta lavorando senza sosta. Inoltre stiamo costruendo anche un portafoglio di opportunità finanziarie per agevolare i promotori delle iniziative. Questa può davvero essere la volta buona.”

Le novità sullo stadio della Roma

“Ci sono novità ogni giorno perché i tavoli tecnici stanno lavorando continuamente. Credo sia importante anche mantenere una certa riservatezza: arriverà il momento della comunicazione, che non spetterà a me, perché il nostro compito è fare in modo che le cose accadano. In questo caso è giusto che parlino il promotore o il commissario.

Ci saranno comunque novità importanti, ma la cosa che la città deve sapere è che il progetto va avanti esattamente come era stato pensato, immaginato e forse anche sognato da tanto tempo.”

Roma e il sogno olimpico

“Il tema vero è creare le condizioni affinché una candidatura possa essere vincente. Dopo il successo di Milano-Cortina non sorprende che in Italia ci siano tante città interessate a candidarsi: significa che sta crescendo la consapevolezza di quanto sia importante unirsi per raggiungere un obiettivo così prestigioso e ambizioso.”

“Per troppo tempo il nostro Paese è stato travolto dalla cultura del ‘da noi non si può fare’. Oggi invece si è capito che una candidatura olimpica può diventare parte integrante dell’agenda delle priorità. Probabilmente rispetto al passato siamo tutti più maturi.”

“Roma ha ospitato nel 1960 le prime Olimpiadi estive italiane e anche la prima edizione delle Paralimpiadi. Quell’esperienza ha lasciato opere e infrastrutture che ancora oggi fanno parte della città, dimostrando quanto i Giochi possano essere un motore di sviluppo urbano.

Il 2040, ottant’anni dopo Roma 1960, sarebbe un appuntamento straordinario. Però bisogna prepararsi bene: che siano Olimpiadi romane o comunque italiane, l’importante è costruire uno sviluppo sostenibile che renda davvero vincente la candidatura.”