Bruno Giordano, 70 anni di un bomber senza tempo

Bruno Giordano spegne 70 candeline. Un traguardo importante per uno dei calciatori più talentuosi che abbiano mai indossato le maglie di Lazio e Napoli, un attaccante capace di coniugare tecnica, fantasia e istinto del gol come pochi nella storia del calcio italiano.
Romano, cresciuto nel vivaio biancoceleste, Giordano esordisce in prima squadra appena diciottenne e diventa in poco tempo il simbolo di una Lazio che, nonostante le difficoltà di quegli anni, trova in lui il proprio punto di riferimento. La stagione 1978-79 resta una delle più memorabili della sua carriera: con 19 reti conquista il titolo di capocannoniere della Serie A, entrando nell’élite del calcio italiano.
Bruno Giordano fa 70
Il suo rapporto con la Lazio è sempre stato qualcosa di speciale, fatto di appartenenza, amore e sofferenza. Anche nei momenti più complicati della storia del club, il suo nome è rimasto indissolubilmente legato ai colori biancocelesti. Per molti tifosi rappresenta ancora oggi il volto di una generazione che ha continuato ad amare la Lazio anche quando vincere sembrava impossibile.
Dopo l’esperienza romana, la carriera di Giordano prosegue con il Napoli, dove forma insieme a Diego Armando Maradona e Careca il celebre trio “Ma-Gi-Ca”. Un reparto offensivo entrato nella leggenda che contribuisce alla conquista dello storico scudetto del 1989-90, oltre alla Supercoppa Italiana. Successivamente vestirà anche le maglie di Ascoli e Bologna, prima di chiudere la carriera da calciatore.
Dal pallone al microfono
Conclusa l’avventura sul campo, Giordano ha intrapreso quella da allenatore e, negli ultimi anni, è diventato una delle voci più autorevoli del panorama calcistico italiano come opinionista televisivo e radiofonico, senza mai perdere il legame con la Lazio e con i suoi tifosi.
A settant’anni Bruno Giordano continua a essere una figura profondamente rispettata nel mondo del calcio. Non soltanto per i gol segnati o per il talento che lo ha reso uno degli attaccanti più eleganti della sua epoca, ma anche per una storia personale fatta di cadute, risalite e di un amore mai venuto meno verso il pallone.
Lorenzo Villanetti