Coppa Italia 25/26: trionfa l'Inter!

L'Inter vince la decima Coppa Italia della sua storia e metta la ciliegina sulla torta in un finale di stagione eccezionale.
Cristian Chivu sconfigge definitivamente lo scetticismo di inizio stagione che lo descriveva come un inesperto e come una scelta di ripiego, non di certo come un predestinato capace di vincere, alla sua prima stagione completa da allenatore dell'Inter, Scudetto e Coppa Italia diventando il terzo nella storia nerazzurra, dopo Mancini e Mourinho, a completare il "doblete".
La "ThuLa" colpisce nel primo tempo
Sotto il cielo dell'Olimpico, l'Inter mette in bacheca la Coppa Italia regalandosi una serata di festa e consegnando a mister Cristian Chivu il suo secondo titolo al primo anno di gestione. La pratica viene archiviata con il minimo sforzo già in una prima frazione che si rivela a tratti tragicomica per la Lazio di Maurizio Sarri, costretto a soffrire lontano dalla panchina per squalifica. A stappare la partita al 14' ci pensa un disastroso pasticcio biancoceleste: su un corner calciato da Dimarco, Marusic sbaglia completamente i tempi dell'intervento e dopo la spizzata di Thuram, con una goffa incornata spedisce il pallone direttamente nella propria porta. L'errore spezza gli equilibri e l'aggressività dei nerazzurri fa il resto, portando al raddoppio al 35' grazie a un'autentica dormita di Tavares. Il difensore si lascia scippare il pallone da un rapace Dumfries, che ringrazia, si invola e apparecchia per Lautaro Martinez un cioccolatino che l'argentino deve solamente spingere in rete. Il doppio vantaggio permette all'Inter di gestire la gara, limitandosi a controllare gli sterili tentativi degli Aquilotti. Nella ripresa la Lazio ci prova al 58' con un destro di Noslin finito di poco a lato, per poi sbattere contro Josep Martinez, che al 75' si immola murando letteralmente con il volto la conclusione di Dia. Nonostante un tris divorato da Luis Henrique e un finale dalle atmosfere da "saloon western", innescato da un duro intervento di Pedro su Dimarco che scatena un indecoroso parapiglia, il risultato non cambia: al triplice fischio può ufficialmente esplodere il trionfo interista.
Le parole dei vincitori
Il clima di festa in casa nerazzurra trova voce nelle dichiarazioni a caldo dei grandi protagonisti della serata dell'Olimpico, che non nascondono la gioia per un traguardo fortemente voluto e blindato già nel primo tempo. Cristian Chivu, artefice di un'annata da incorniciare, elogia l'atteggiamento e la ferocia dei suoi: "Abbiamo interpretato la gara nel modo giusto fin dal primo minuto. L'aggressività e la compattezza sono state fondamentali per costringere la Lazio all'errore. Vincere due trofei al mio primo anno sulla panchina dell'Inter è una sensazione indescrivibile, ma il merito è tutto dell'applicazione e del sacrificio di questi ragazzi". Gli fa eco capitan Lautaro Martinez, che in serata è diventato anche il terzo marcatore all-time della storia dell'Inter con 175 reti complessive e che ci tiene a condividere i meriti del gol con i compagni e a sottolineare lo spirito di squadra: "Alzare questa coppa con la fascia al braccio è un'emozione che sognavo da tempo. Sapevamo di dover colpire con cinismo e lo abbiamo fatto. La mia rete? Il grosso del lavoro lo ha fatto Dumfries credendo su quel pallone, io ho dovuto solamente spingerlo dentro. Questo gruppo ha un cuore enorme e meritava una serata così". Sorridente e sempre pronto a esaltare il collettivo, anche Marcus Thuram esprime la sua soddisfazione per la tenuta del gruppo, confermando l'ottima alchimia della ThuLa e dell'intero spogliatoio: "È una vittoria stupenda, ottenuta lottando tutti insieme. Non importa chi segna o chi fa l'assist, la forza della nostra squadra è che giochiamo sempre l'uno per l'altro. Sono felicissimo per Lauty e per come abbiamo gestito la pressione nel primo tempo. Adesso ci godiamo questo trofeo, siamo una famiglia".
Cosa rimane della stagione della Lazio
La stagione della Lazio si avvia a una conclusione amara, lasciando in dote più interrogativi che certezze. Dopo la bruciante sconfitta nella finale di Coppa Italia, figlia di amnesie difensive individuali piuttosto che di una superiorità tattica schiacciante dell'Inter, l'ambiente biancoceleste si ritrova a fare i conti con un bilancio che fatica a sorridere. Con gli obiettivi stagionali ormai sfumati e una classifica che non offre più grandi sussulti, l'unica luce in fondo al tunnel rimane il derby contro la Roma. Una sfida che, in questo specifico contesto, assume i contorni di una missione puramente di disturbo: l'unico stimolo rimasto è quello di fare lo "sgambetto" ai giallorossi, cercando di rovinare i piani dei rivali cittadini in quello che, per la Lazio, è diventato a tutti gli effetti l'ultimo appiglio per dare un senso a un finale di annata altrimenti grigio.
Foto: Salvatore Fornelli
Emanuele Saponara