DDR ferma la Roma. Cade a Genova la squadra di Gasp

La Roma è caduta a Genova ed è caduta, in casa del Grifone, per mano di uno dei suoi figli più illustri. E' arrivata infatti la prima vittoria di Daniele De Rossi contro la sua Roma al secondo tentativo, al termine di una partita sporca in cui il Genoa ha dimostrato più fame dei giallorossi. La squadra di Gasperini ha palesato ancora una volta lacune evidenti nel portare dalla propria parte gare in cui il ritmo è molto spezzettato e la fisicità la fa da padrona. E alla fine è arrivata la nona sconfitta di questo campionato per i giallorossi. Si può recriminare per un rigore non concesso per mani di Malinovskyi sul risultato di 1-1, che sicuramente avrebbe potuto cambiare l'inerzia della gara, ma le motivazioni della sconfitta sono più profonde e c'è bisogno di approfondirle per poterci lavorare sopra. Come in altre trasferte in questa stagione, e nelle stagioni passate, la Roma ha sofferto la pressione avversaria e non ha saputo reagire al piano gara altrui. Se a questo si aggiunge poi una formazione fortemente rimaneggiata per le defezioni che sta avendo la squadra capitolina, ecco che emergono tutte le difficoltà di un gruppo che deve ancora crescere tanto.


Gasp non trova soluzioni davanti. Il solo Malen non basta, Soulé farà di tutto per recuperare già col Bologna.


Le difficoltà sono sempre nel reparto avanzato. Considerando l'assenza prolungata di Dybala, Soulé per gran parte della stagione aveva tenuto in piedi la baracca da solo. Poi anche per lui l'infortunio e difficoltà che accrescono, mascherate dall'arrivo di Malen. Ma alla lunga l'olandese da solo non può bastare e la Roma ha bisogno di trovare soluzioni nel mezzo e sulla trequarti. A Genova poi assente anche Wesley, per rendimento secondo solo a Malen in stagione, fondamentale con la sua velocità e la sua imprevedibilità nella costruzione di azioni offensive per la Roma .E allora Gasp prova Venturino con Pellegrini dietro a Malen e Rensch e Tsimikas sulle fasce, ma la squadra è troppo leggera e riesce a costruire poco e niente. Poi dopo il gol di Messias su rigore ed essere finita sotto 1-0, la reazione aveva fatto ben sperare. Gol di N'Dicka, il terzo consecutivo, da calcio d'angolo e pareggio riacciuffato. Poi il gol di Malen in fuorigioco. Ma la Roma non riesce mai a prendere in mano il match e alla fine subisce il gol del 2-1 definitivo. Poi la squadra giallorossa ci prova, ma senza impensierire chissà quanto il portiere genoano. Difficoltà evidenti, ma un cammino ancora tutto da percorrere. Solo che ora ricomincia anche la UEL, già questo giovedì in casa del Bologna, e occorre recuperare effettivi.


Infermeria troppo piena: Ferguson, Dovbyk, Dybala, El Shaarawy sono spariti, Angelino manca dall'inizio


La Roma non è stata molto fortunata, soprattutto lì davanti ma non solo. E' cbhiaro che l'emergenza sia in attacco. Le lungodegenze di Ferguson, Dovbyk e Dybala hanno depauperato il potenziale offensivo di Gasp, e l'infortunio di Soulé ha dato la mazzata finale. Per questo il tecnico di Grugliasco sta insistendo con Venturino e Robinio Vaz, oltre che con Zaragoza. La Roma ha bisogno di soluzioni e ne ha bisogno il prima possibile, e il modo migliore per accelerare la crescita dei giovani è buttarli nella mischia.

Un po' come successo anche negli ultimi anni, la Roma inizia a faticare da marzo in poi, quando gli impegni si accumulano e la stanchezza di mesi di stagione si fa sentire. Di solito le squadre di Gasp iniziano a dare il meglio, dal punto di vista fisico, proprio in questa fase, quando le altre calano, ma senza ricambi diventa complesso.

La rosa andrà ripensata in estate anche in quest'ottica. Dybala non è il primo anno che scompare dai radar nella fase conclusiva della stagione, lo stesso El Shaarawy fisicamente non dà più le garanzie di una volta. Gasperini continua a dirsi fiducioso e consapevole che bisognerà giocarsela fino alla fine, ma ora la Roma è al quarto posto alla pari del Como e ha solo un punto di vantaggio sulla Juventus. La battaglia per il quarto posto è più aperta che mai.


Gabriele Aloisi

Foto di Salvatore Fornelli