Dopo 110 anni cambia il logo della FIP

Redazione
Sport
29/04/2026

Il rinnovamento dell’immagine della Federazione Pugilistica Italiana passa oggi anche da un elemento apparentemente semplice ma strategico, il logo. È questo il cuore del progetto raccontato da Alessandra Gruosso, founder di Alma Studio, l’agenzia milanese che ha curato il restyling presentato ufficialmente il 2 marzo 2026, in occasione dei 110 anni della federazione al Salone d’Onore del CONI.


L’operazione non è stata solo estetica, ma nasce da una precisa esigenza di riposizionamento comunicativo. L’obiettivo dichiarato era portare la Federboxe dentro una dimensione visiva più contemporanea, capace di dialogare con pubblici diversi e con tutte le generazioni coinvolte nel movimento pugilistico.


Il nuovo logo, ideato graficamente da Mauro Viganò sotto la direzione di Alma Studio, incorpora tre elementi simbolici: la sagoma stilizzata di un pugile in azione, un sacco da boxe e il tricolore italiano. Il risultato è un’immagine volutamente dinamica, con il pugile raffigurato nell’atto di sferrare un jab, a sottolineare movimento, energia e identità sportiva.


Gruosso ha spiegato come il progetto sia stato costruito su più proposte iniziali, “4 o 5 versioni”, prima di arrivare a quella definitiva, subito apprezzata dai vertici federali. Un segnale, questo, di una sintesi riuscita tra tradizione e innovazione, nodo centrale quando si interviene su un marchio con oltre un secolo di storia.


Ma il logo rappresenta solo il primo passo. Nella visione dell’agenzia, il rebranding dovrebbe aprire a una fase successiva fatta di collaborazioni strategiche, sviluppo di merchandising e contaminazioni con il mondo della moda e della cultura pop. L’obiettivo è chiaro: aumentare la brand awareness e intercettare anche chi oggi è lontano dall’universo della boxe.


In questo senso, il nuovo simbolo della FPI non è solo un cambio grafico, ma un tentativo di ridefinire il linguaggio stesso del pugilato italiano nel presente.