Genio in fuga dal tempo: Lionel Messi

Gabriele Aloisi
Sport
17/06/2026

E un, due, tre...e un, due tre...a scandire il ritmo dei cuori di una squadra, di un popolo e di tutto il mondo che si inchina ai suoi piedi. Al sesto esordio mondiale della sua storia, Lionel Messi sembra aver plasmato il tempo, forse fermato, forse ingannato, a suo piacimento. Perché mai la sfera si sente a casa sua come quando arriva tra i piedi del numero 10 argentino, e certe cose il tempo non può e non potrà mai cambiarle. A 20, 30 o 40 anni, quando ha il pallone tra i piedi il 10 albiceleste il mondo si ferma. Gli avversari sembrano fermi, inermi. E invece è lui, che come un magnifico direttore d'orchestra scandisce i tempi del gioco e fa quel che vuole. I compagni sono lì per lui, Scaloni ha creato una macchina perfetta che ha come primario e principale scopo quello di liberare il 10 negli ultimi 40 metri di campo, magari fronte porta, e quando questo succede i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Argentina 3, Algeria 0, tripletta di Leo Messi e altra pagina di storia scritta.


Messi aggancia Klose come miglior marcatore dei Mondiali. Ma il mito va oltre i numeri


E non è tanto per i numeri, che, certo, rimangono incisi nei Palmares e nelle statistiche al di là delle epoche. Non è neanche per una qualche dimostrazione di forza, non ne ha più bisogno ormai Messi, quasi trentanovenne, dopo una carriera di successi senza fine, individuali e collettivi. Non è per il record di gol al Mondiale, stanotte raggiunto agganciando Miro Klose a 16 gol totali, che comunque conta, ma fino a un certo punto. E' per il calcio che esprime ogni volta che tocca palla, per l'emozione che c'è dietro ogni suo passaggio, ogni sua giocata, ogni suo tiro in cui il pallone sembra entrare in porta delicatamente, per inerzia o per destino, guidato dalla magia di quel piede sinistro. E' per il rapporto che ha creato con tutto il suo popolo, che lo idolatra come e più di un dio. E' per l'impatto che ha su scala globale ogni volta che tocca quel pallone, per ogni volta che inganna il tempo creando arte, bellezza. Probabilmente, anzi, sicuramente Mbappe avrà modo e tempo di battere ogni record sui gol segnati al Mondiale, essendo già a 14 ad appena 27 anni, ma non sono mai stati i numeri ad ossessionare Leo. Perché quando sei nato solo per giocare a pallone, ma in generale, quando sei stato toccato da un genio così grande, i numeri perdono di importanza e rimangono le imprese, le lacrime, le gioie, le magie.

E probabilmente, contro il tempo che scorre, Leo Messi mette solo sé stesso e il suo piede sinistro.

Mai nel calcio si è visto qualcosa del genere e non potremmo considerarci più fortunati di così.


Gabriele Aloisi