Germania-Costa d'Avorio: la legge di Lineker non muore mai

Emanuele Saponara
Sport
21/06/2026

"Football is a simple game. Twenty-two men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win."


La disse a caldo nel 1990, Gary Lineker, subito dopo la dolorosa sconfitta dell'Inghilterra contro la Germania Ovest ai calci di rigore nella semifinale dei Mondiali in Italia.

Letteralmente: "Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine vincono i tedeschi." La leggendaria massima torna di moda sul prato del Toronto Stadium, condensando in novanta minuti di pura intensità l'essenza stessa di questa seconda giornata del Gruppo E.

La Germania supera la Costa d'Avorio per 2-1 al termine di un match spettacolare, equilibrato e spietato nel finale, che ha visto gli Elefanti accarezzare l'impresa prima di scontrarsi con il cinismo e la fame della selezione teutonica. Una vittoria di nervi, di organizzazione e, soprattutto, di letture dalla panchina.


Denis Undav: la scalata vertiginosa del bomber tedesco

Il volto copertina della serata non può che essere quello di Denis Undav.

Entrato a partita in corso per dare peso e imprevedibilità a un attacco apparso sterile nel primo tempo, il centravanti dello Stoccarda ha ribaltato lo scenario con una doppietta da predatore d'area, colpendo prima al 68' e poi congelando i tre punti al 94'. Con questi due squilli, Undav si prende momentaneamente lo scettro di capocannoniere assoluto del Mondiale per gol e assist combinati, avendo già messo a referto una rete e due passaggi vincenti nel debutto contro Curaçao.

Il dato che impressiona maggiormente è l'efficacia realizzativa con la maglia della Nationalelf: con la doppietta siamo a 9 gol in sole 11 presenze complessive, una media realizzativa fantascientifica che legittima la sua centralità nelle gerarchie offensive.

La parabola di Undav è il manifesto della meritocrazia applicata al calcio moderno: solo quattro o cinque anni fa faticava nel fango della seconda divisione belga con l'Union Saint-Gilloise. Da lì in poi, una crescita esponenziale, la consacrazione in Bundesliga con lo Stoccarda (19 reti nell'ultima stagione) e ora la leadership tecnica sul palcoscenico più importante del pianeta. Una favola a sfondo calcistico che non vuole fermarsi.


La Germania di Nagelsmann: targa da favorita

Troppo spesso archiviata con fretta tra le Nazionali in transito o "sotto osservazione", questa Germania sta dimostrando che il lavoro tattico di Julian Nagelsmann ha radici profonde. La squadra sa soffrire, non perde la bussola quando il piano partita originario salta e possiede una profondità di rosa che in pochi possono vantare in questa competizione.

Il successo contro la Costa d'Avorio certifica il passaggio del turno e lancia un messaggio chiaro a tutte le big del torneo. La Mannschaft corre sotto traccia, forse volutamente snobbata dai flussi dei pronostici della vigilia, ma l'equilibrio tra la freschezza dei trequartisti e la concretezza di terminali come Undav e Havertz la rende a tutti gli effetti una candidata serissima per la vittoria finale del Mondiale 2026.


Gli Elefanti escono a testa alta: l'asse Kessié-Oulai fa sognare la Costa d'Avorio

Sarebbe ingeneroso limitare la cronaca alla sola rimonta tedesca, perché la Costa d'Avorio ha disputato una partita monumentale, uscendo dal campo tra gli applausi scroscianti del pubblico neutro. Gli Elefanti hanno interpretato il match con un coraggio raro, aggredendo alti i costruttori di gioco tedeschi e passando meritatamente in vantaggio al 30' grazie a Franck Kessié. L'ex centrocampista del Milan, capitano e totem carismatico della squadra, è stato uno dei migliori in campo per distacco, dominando la transizione e firmando l'1-0 con un inserimento perfetto dei suoi.

Se Kessié rappresenta la certezza del presente, la vera rivelazione della sfida risponde al nome di Christ Inao Oulai. Il centrocampista classe 2006 di proprietà del Trabzonspor ha offerto una prestazione che definire sbalorditiva è riduttivo. Schierato dal primo minuto in un contesto di pressione massima, Oulai ha giostrato il pallone con la calma olimpica di un veterano trentenne, sradicando palloni dai piedi di campioni affermati e pulendo ogni possesso con una pulizia tecnica da applausi. La Costa d'Avorio perde la partita, ma esce da Toronto con la certezza di avere tra le mani un centrocampo di livello assoluto e un talento generazionale pronto a far saltare il banco del mercato europeo.


Emanuele Saponara