Mondiale 2026: le semifinali

Il Mondiale più grande di sempre, il primo a 48 squadre, si è infine arreso alla legge dei più forti. Non ci sono state cenerentole o miracoli dell'ultimo minuto nella fase calda del tabellone: a giocarsi l'accesso all'atto conclusivo del 19 luglio a New York saranno le quattro superpotenze assolute del calcio mondiale. Un'enclave europea di altissimo livello e la resistenza solitaria dei campioni in carica.
Le semifinali del Mondiale 2026
Francia - Spagna: Martedì 14 luglio, ore 21:00 italiane (Dallas Stadium, Arlington)
Inghilterra - Argentina: Mercoledì 15 luglio, ore 21:00 italiane (Atlanta Stadium, Atlanta)
Francia - Spagna: l'aristocrazia d'Europa
Francia contro Spagna non è solo una vicinanza geografica, ma un confronto genetico tra filosofie calcistiche. I precedenti storici evocano immediatamente la finale dell'Europeo del 1984, decisa dalla punizione di Michel Platini e dall'errore di Arconada che incoronò i Bleus. Impossibile poi non pensare al Mondiale del 2006 in Germania: in quell'occasione, un monumentale Zinedine Zidane guidò la rimonta francese negli ottavi di finale contro una Spagna futuribile ma ancora acerba, segnando il gol del definitivo 3-1. Più recente è la finale di Nations League del 2021, vinta dai francesi tra le polemiche. Il bilancio storico racconta una sfida eterna tra il pragmatismo verticale transalpino e il controllo geometrico del gioco iberico.
Inghilterra - Argentina: storia, rivalità e geopolitica
Inghilterra contro Argentina è, per distacco, una delle pagine più epiche della narrazione sportiva globale. Ogni volta che queste due nazioni si incrociano, il pensiero corre al 1986 in Messico, a quei quarti di finale marchiati dal genio e dalla sregolatezza di Diego Armando Maradona, capace di combinare nello stesso match la furbizia della "Mano de Dios" e l'estasi del "Gol del Secolo". La rivalità si è arricchita nel 1998 in Francia, con la splendida rete di un giovanissimo Michael Owen e la celebre espulsione di David Beckham per un fallo di reazione su Diego Simeone. Quattro anni dopo, nel 2002 in Corea e Giappone, lo stesso Beckham trovò la sua personale redenzione segnando il calcio di rigore che decise la sfida della fase a gironi.
Sembra incredibile considerata la sua leggendaria e infinita carriera, ma questa sarà la prima volta in assoluto che Lionel Messi affronterà l'Inghilterra in una partita di Coppa del Mondo. La Pulce arriva all'appuntamento nel pieno di un duello stellare a distanza con Kylian Mbappé: entrambi guidano la classifica marcatori di questa edizione con 8 reti a testa. La sfida nella sfida riguarda la storia assoluta della competizione: Messi è attualmente a quota 21 gol totali nei Mondiali, tallonato proprio dal fuoriclasse francese, salito a quota 20 dopo la rete al Marocco nei quarti di finale.
Due percorsi opposti: controllo contro dramma
L'analisi del cammino fino a questo punto evidenzia due modi diametralmente opposti di raggiungere l'eccellenza. Da un lato, Francia e Spagna hanno mostrato un controllo quasi scientifico del torneo. I francesi non hanno ancora subito un solo gol nella fase a eliminazione diretta (comprese le sfide contro Paraguay e Marocco), mentre gli spagnoli continuano a mostrare una precisione tecnica invidiabile pur avendo perso pezzi da novanta per infortunio nel corso dei quarti contro il Belgio.
Dall'altro lato, Inghilterra e Argentina hanno vissuto una marcia decisamente più caotica, dispendiosa e drammatica. Entrambe le nazionali sono state costrette ai tempi supplementari nei quarti di finale, rispettivamente contro Norvegia e Svizzera, superando i propri limiti grazie alla forza mentale e alle giocate dei singoli. Gli inglesi di Thomas Tuchel, in particolare, si aggrappano a un Jude Bellingham in stato di grazia assoluta, reduce da due doppiette consecutive tra ottavi e quarti, capace di raddrizzare partite che sembravano ormai perse.
La perfezione del Ranking e la simmetria dei quarant'anni
Per la prima volta da quando sono stati introdotti i parametri ufficiali della FIFA nel 1992, le prime quattro squadre della graduatoria mondiale hanno occupato esattamente i quattro posti disponibili in semifinale. In ordine, Argentina, Spagna, Francia e Inghilterra hanno ristabilito l'ordine gerarchico del pianeta, un evento di tale coerenza che non si verificava, a livello di blasone complessivo delle partecipanti, dal Mondiale di Italia '90.
Ed è innegabile che questo sia il Mondiale delle varie "Last Dance" per tantissimi campioni, CR7, Messi e Neymar per citarne 3, ma questo mondiale sembra moltissimo anche a un "remake" perché c'è un filo invisibile che unisce questo torneo a quello del 1986. Esattamente quarant'anni dopo l'epopea messicana, il Mondiale è tornato a giocarsi in Nord America e ha riproposto la stessa identica supersfida tra inglesi e argentini. Se allora si giocò nel catino infuocato e ad altitudini elevate di Città del Messico, oggi la sfida si sposta nelle cattedrali iper-tecnologiche e climatizzate degli Stati Uniti. È la perfetta metafora dell'evoluzione industriale del calcio, che riesce però a mantenere intatta la stessa identica elettricità emotiva di quattro decenni fa.
Emanuele Saponara