Roma-Real Madrid 3-4: questa è la Champions

Il destino a Roma di solito si compie e non tarda. L'appuntamento non può avere ambientazione migliore. Dopo sette anni lunghi la Champions League torna a scaldare le notti romane a tinte giallorosse. Per un'occasione così non c'è nessun miglior avversario se non il re della competizione: il Real Madrid. E Real Madrid è stato, all'Olimpico, in tutto e per tutto. La Roma ha disputato una partita poetica, come da anni non si vedevano, esprimendo un calcio sopraffino, efficace, entusiasmante. Le combinazioni orchestrate a tutto campo, la fluidità nei passaggi e nei movimenti, una sinfonia magnifica. E infatti la Roma era in vantaggio di due gol, sul 3-1 al minuto 80. Ma poi la legge del Real Madrid si è palesata: 3 gol nel giro di 8 minuti, risultato ribaltato e 3-4 finale. Il rammarico sponda giallorossa è enorme, ma la partita di ieri deve essere necessariamente un punto di partenza. Nell'Europa dei grandi non si può sbagliare mai, soprattutto se di fronte hai sua maestà.
La Roma gioca e segna. Il Real Madrid vince. Sopra le righe De Roon, Soulè, Malen e Mora.
La partita è stata bellissima. Da una parte una squadra forte, unita, con orizzonti condivisi. La Roma di Gasperini gioca benissimo e segna, segna presto al 21' con De Roon. Partita gigantesca del centrocampista olandese, che ha giganteggiato in ogni fase. E non era la prima occasione per la Roma: già Hermoso e Dybala avevano spaventato i Blancos con due conclusioni di mancino. Il Real cresce ma non basta, la Roma prosegue mantenendo il pallino del gioco. Si va all'intervallo sull'1-1. Il secondo tempo prende un'inarcatura strana, perché porta la squadra di Gasperini alle stelle con due gol nel giro di 5 minuti siglati da Malen, per poi trascinarla all'inferno. Sul 3-1 la sensazione era quella di un risultato meritato perché la Roma ha ricominciato il secondo tempo senza Dybala e con Mora ma anche con le idee molto chiare. Il giovanissimo fantasista portoghese ha servito l'assist a Malen per il 2-1 e ha fatto intravedere sprazzi di talento importanti. Bene Soulè, finalmente decisivo con continuità in una partita di livello, che serve un assist da 'diez' a Malen per il 3-1. Ma poi arriva sempre il Real Madrid e farci i conti non è facile. Quattro calci d'angolo battuti tra il minuto 80 e il minuto 90, 3 gol e un colpo di testa uscito di un soffio. Alla fine la vince Mourinho alla sua maniera, con i cambi di estremo talento lì in avanti e quella necessità di avvicinarsi sempre alla fine prima di trionfare. In pieno stile Real Madrid.
Gabriele Aloisi