Tra campo e mercato: la nuova Roma di Gasp

E' finalmente terminato il calciomercato, che, come si sa, ogni estate porta con sé chiacchiere, polemiche, sogni e speranze. Se ci si aggiunge che tutto ciò che riguarda la As Roma nella città rimbomba, si allarga e si moltiplica all'infinito, è facile immaginare che tipo di estate abbia vissuto il mondo dei tifosi della Roma, a caccia di sogni dopo il ritorno in Champions League atteso da più di 7 anni. L'ambizione di Gasperini rappresenta il traino, e l'amore dei tifosi giallorossi non può far altro che seguirlo. E allora è il momento di tirare un po' le somme, a fronte di quanto si è visto in campo e di quanto si è fatto in sede di mercato in questi mesi estivi.
La Roma è più forte. Rimasta l'ossatura, si sono puntellati i ricambi.
Partiamo dal primo dato di questo mercato estivo, il più importante anche sul campo, come hanno dimostrato le prime due giornate di campionato. Su espressa richiesta del mister, nessuno del nucleo fondamentale della squadra è stato lasciato partire. Tralasciando lo spauracchio, creato principalmente in sede giornalistica più che vero e proprio, della cessione di Konè nella giornata di ieri, ultimo giorno di mercato, Gasperini ha sempre ribadito la sua prima volontà: confermare l'ossatura di questa rosa, che lui considera forte e competitiva. La società lo ha accontentato nonostante le difficoltà poste dal FFP e dal settlement agreement firmato col UEFA, che imponeva una riduzione sostanziosa del monte ingaggi. La Roma ha tenuto i suoi top, Malen, Dybala, Konè, Wesley, Mancini, Svilar e contemporaneamente ha soddisfatto le richieste del UEFA. A fare la differenza è stata soprattutto la volontà di alcuni calciatori, che hanno accettato una riduzione sostanziale del proprio ingaggio pur di restare e proseguire il percorso con mister Gasperini e con i compagni: su tutti, Dybala e Pellegrini hanno dimostrato un attaccamento alla maglia, alla squadra e al progetto che altro non può essere se non un segnale positivo, prova della bontà dello stesso. Tenere i migliori calciatori al servizio del medesimo allenatore è il segreto delle squadre che vogliono diventare grandi. Basta pensare all'Inter e alla sua formazione titolare, che da ormai 5-6 anni schiera sempre lo stesso nucleo di 6-7 titolari andando a puntellare la rosa con calciatori validi da inserire e limitandosi a sostituire eventuali partenti. L'idea di Gasperini è proprio questa e la Roma lo ha accontentato. Si parte già un passo avanti rispetto all'anno scorso. Poi gli acquisti; superate le divergenze nell'area sportiva dopo l'allontanamento di Ranieri e Massara, Gasperini ha condotto direttamente il mercato assieme al suo braccio destro dai tempi dell'Atalanta, Tony D'Amico. E gli effetti si sono visti. Sei gli acquisti, tutti funzionali, tutti pronti a dare quel qualcosa in più che il mercato della scorsa estate non era riuscita a dare. Profili giovani e esperti, fedelissimi del mister, rincalzi nei ruoli cruciali: sono arrivati Mora, Molina, De Roon, Balerdi, Koulierakis, Santiago Castro ed è stato promosso in prima squadra il talentuoso esterno classe 2007 Lulli, già titolare nelle prime due. Un mercato da una parte green, con investimenti su giocatori giovani e di prospettiva come Mora e Castro, e dall'altra parte di esperienza, mettendo dentro gente come Balerdi, già capitano del Marsiglia, De Roon, pretoriano di Gasperini, e Molina, campione del mondo e finalista dell'ultimo mondiale. I risultati sul campo si stanno già vedendo: la Roma ha vinto le prime due di campionato dominando, servendosi di una rosa di 18-19 giocatori di assoluta affidabilità e sfruttando le conoscenze acquisite e sviluppate già nella scorsa stagione dal nucleo di titolari.
Manca il colpo finale: quell'ala sinistra tanto richiesta da Gasp. E intanto la Roma vince
Un difetto il mercato lo ha avuto, anche abbastanza importante. Ancora una volta, per la terza sessione consecutiva, la Roma non è riuscita a regalare al suo allenatore un giocatore di dribbling e velocità da mettere sulla trequarti di sinistra. E' arrivato Mora e il suo acquisto non va sottovalutato: il ragazzo per caratteristiche è un trequartista vecchio stile, enorme qualità tecnica e intelligenza calcistica, capacità di legare i reparti e anche di segnare; ma fisicamente non è quel giocatore alla Lookman che può spaccare la partita coi suoi dribbling e la sua velocità. E uno di questo tipo serviva per fare il salto di qualità nel reparto offensivo. Non ci sono riusciti i Friedkin, non c'è riuscita la coppia Gasp-D'Amico e il casting è di nuovo aperto per gennaio. L'anno scorso nella sessione invernale è arrivato Malen e nulla esclude un acquisto importante in quella zona di campo anche quest'anno. Alla fine si è preferito rimanere senza piuttosto che virare su profili inaffidabili, come si era fatto l'anno scorso con Bailey e Zaragoza. Un po' di rammarico c'è, ma sono abituato a pensare a quello che c'è più che a quello che manca, e mi sembra anche più rispettoso nei confronti di una società che ha dato in mano a Gasperini, giustamente, il futuro di questa squadra. Anche perché intanto la Roma vince, stravince e convince. Le prime due di campionato sono state un'apoteosi giallorossa. Vero è che non si sono fronteggiate due compagini irreprensibili, una Fiorentina con la scritta "lavori in corso" e un Lecce che dopo la vittoria all'esordio si è presentato non al meglio della condizione mentale, ma la Roma ha segnato 4 gol in due partite di fila giocando un calcio corale di assoluto livello, entro il quale moti singoli hanno brillato. Il solito Malen, Dybala, Mora e Soulè bene, Cristante e Konè solidissimi, e quanto è stata importante la conferma di questa cerniera centrale, la difesa sempre solida, Svilar il solito fuoriclasse. E poi dalla panchina fino a qualche mese fa entrava il classe 2007 Robinio Vaz, che ha salutato per andare all'Hull City, ora entra Castro, entrano De Roon e Pisilli al centro, e al posto di Celik la Roma ha ora Molina e Lulli. L'upgrade è evidente e considerate tutte le variabili del mercato il lavoro, sia finanziario che sportivo, sta andando nella direzione giusta. La rosa è un po' corta per giocarsi Champions, campionato e Coppa Italia, ma non si poteva nemmeno pretendere che in 3 sessioni di mercato la famosa "banda del sesto posto" potesse diventare un'armata capace di giocare per vincere in tutte le competizioni. Il lavoro è stato fatto bene, la direzione è quella giusta, la Roma tutta ha scelto Gasp come condottiero e lui sta indicando la via. Che lo si segua, e ci si toglieranno diverse soddisfazioni.