Radio Roma Sound 90 fm

Il disegno di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati è stato approvato nelle scorse ore in Consiglio dei Ministri. A rivendicarlo è stata la stessa premier Giorgia Meloni, che ha definito il provvedimento “epocale e coraggioso”, che “rende omaggio” a Giovanni Falcone e Giuliano Vassalli. Ospite de Gli Inascoltabili, in onda su Radio Roma Sound, ne ha parlato Valerio De Gioia, magistrato e consigliere della corte d’appello di Roma, che ha commentato:

“I tempi della riforma sono lunghissimi. Ieri è stato approvato questo disegno di legge di revisione costituzionale e voi sapete che c’è un procedimento che è molto più lungo. Non è detto che verrà attuata, intanto si voleva dare un segnale e il primo mattone per la firma epocale è stato messo. La tempistica però è curiosa: perché dirlo oggi e non aspettare settembre? C’era la necessità di farlo anticipando le elezioni?

Pm, giudici e Csm: ecco cosa cambia

Con questa riforma – ha spiegato il magistrato – i Pubblici Ministeri saranno una categoria distinta dai giudici: chi promuove l’azione penale non apparterrà allo stesso ordinamento giudiziario di chi è chiamato a giudicare. Nel concreto però non cambia niente. La cosa che si voleva evitare è che la categoria più ampia dei magistrati fosse una categoria unica, con un unico concorso. L’idea è che io, giudice, non posso giudicare se il PM è un collega con cui vado a cena tutte le sere. Poi non si impedisce che possa esserci un rapporto che vada oltre quello di natura professionale.

Inoltre, all’interno di questa firma c’è un aspetto che apprezzo: è prevista la creazione di due Csm, uno per i giudici e uno per la procura, e l’elezione avverrà per sorteggio partendo da un certo numero di anzianità, evitando quel meccanismo perverso che tutti conosciamo, perché tutti sono al corrente di quanto accaduto con Luca Palamara.

“Sarà un iter lungo”

Ci sono dinamiche di natura politica: certe reazioni non so fino a che punto siano sentite o di facciata per mantenere un’opposizione. La riforma non è sbagliata, quello che viene avvertito come pericoloso è che possa esserci una deriva all’esecutivo. Qualsiasi riforma costituzionale ha il proprio percorso, non è legata al governo, e sono poche quelle che sono state effettivamente realizzate. Ipotizziamo poi che il Governo cada, le leggi ordinarie verranno realizzate da un altro Governo e quindi potrebbe far vanificare la finalità di questo. Sono questioni che nessuno spiega, sarà un iter lungo“, conclude De Gioia.

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